INSERTI DI PELLICCIA:il lato oscuro della moda

Posted by By at 11 aprile, at 20 : 54 PM Print

COME RICONOSCERE LA PELLICCIA ECOLOGICA:L’inverno è ormai alle porte e come ogni anno
porta con sé il suo terribile carico di sofferenza:
le pellicce. Tramontata l’idea della pelliccia
come status symbol, ormai considerata demodè,
il settore è risorto dalle proprie ceneri
lanciando la moda degli inserti applicati a
colletti, polsini e cappucci di giacche e cappotti.Il mercato non chiede capi di abbigliamento
con inserti di pelliccia vera, ma è la moda a
promuovere questi prodotti. Spesso il consumatore
si trova in condizione di non poter
scegliere liberamente, secondo il proprio gusto
e le personali convinzioni etiche. Sebbene
dia meno nell’occhio l’inserto di pelliccia su
un giubbotto rispetto alla pelliccia intera,
questa moda non miete meno vittime. Il trattamento
riservato agli animali è molto crudele.
Forse non tutti sanno che in Cina visoni,
procioni, volpi, cani e gatti vengono barbaramente
scuoiati vivi senza essere preventivamente
storditi. Le loro pellicce diventano inserti
su giacche, cappotti e borse esposti a poco
prezzo sulle bancarelle dei mercati e nei grandi
magazzini. La situazione degli allevamenti europei non è migliore. Lo ha rivelato
un’investigazione sotto copertura presentata
a Milano lo scorso 26 febbraio da Animal
Defenders International (ADI) e dal network
animalista AgireOra. “Sono stati visitati 30
allevamenti finlandesi – spiega Marina Berati,
presidente di AgireOra Network – gli animali
sono allevati in condizioni atroci e soffrono
terribilmente. Il reportage mostra ferite aperte,
infette e non curate, occhi malati o mancanti,
code strappate a morsi, zampe deformate e
ferite. Spesso le gabbie sono danneggiate e
pericolose, i cuccioli rischiano di rimanere
con le zampe intrappolate nella rete metallica.
Le ciotole per l’acqua sono vuote, sporche e
rotte. Anche in Italia esistono allevamenti
intensivi con gabbie troppo piccole, fabbricate
con reti metalliche”. Continua la Berati: “nel
nostro paese gli animali vengono uccisi principalmente
con il gas, l’elettrocuzione attraverso
l’ano e la bocca o mediante la rottura
del collo. Purtroppo si tratta di metodi legali
perché sono previsti dal decreto legislativo
333/1998. I consumatori non devono acquistare
ciò che propone la moda, devono assolutamente
evitare di comprare capi con inserti
di pelliccia”. Gli allevamenti in Europa sono
circa 6 mila, soprattutto in Danimarca, Finlandia,
Olanda e Svezia. Gli animali allevati sono
visoni, volpi, cincillà, procioni e conigli. Milioni
di animali, inoltre, vengono catturati in natura
tramite trappole. Restano in agonia per giorni
in attesa che il cacciatore li uccida. Ogni anno
oltre 50 milioni di animali sono vittime della
moda. Da tempo i gruppi animalisti si battono
contro questo mercato di sofferenza e parte
del mondo della moda non è rimasto indifferente.
Celebri top model hanno dichiarato
espressamente la loro contrarietà all’uso di
pellicce e hanno supportato il lavoro di investigazione
di Animal Defenders International
(ADI). Anche grandi magazzini e catene di supermercati nel corso degli anni hanno fatto
proprie politiche fur-free. Alberto Lupi, socio
di una ditta torinese che produce pellicce
ecologiche, conferma questa tendenza:
“produciamo linee nostre e per un noto stilista,
inoltre forniamo pellicce ecologiche ad alcuni
grandi magazzini, oltre a vendere al dettaglio.
I consumatori sono sempre più interessati a
pellicce che non imitano quelle di animali;
sono più vivaci e originali sia per i colori che
per i modelli. Il tessuto della pelliccia ecologica
è composto da cotone e modacrilico. Ha lo
stesso isolamento termico della pelliccia di
animale e pesa meno”. I gruppi animalisti
denunciano che spesso le pellicce vengono
stinte e colorate in modo da non sembrare
vere. Lo scopo è quello di conquistare anche
i consumatori che non entrerebbero mai in
una pellicceria. Come riconoscere allora la
pelliccia vera da quella ecologica? Il problema
si pone di fronte ad etichette difficili da interpretare,
perchè poco chiare e vaghe, o addirittura false. “Sebbene il più delle volte si
possa cogliere la differenza al tatto – spiega
Lupi – la pelliccia ecologica ha una caratteristica
che la distingue senza ombra di dubbio:
il pelo è applicato ad una tela di cotone.
Quindi è sufficiente controllare se tra il pelo
e dietro l’inserto c’è la tela di cotone per essere
sicuri dell’acquisto”. “E’ importantissimo accertarsi
che gli inserti non siano di pelliccia
vera – conclude Marina Berati – nel dubbio è
sicuramente meglio evitare di acquistare il
capo di abbigliamento o l’accessorio”.
Elenco dei grandi magazzini e delle marche
che hanno adottato una politica fur-free

http://www.campagnaaip.net/risultati.html

Video sulle modalità di uccisione in Cina

http://www.nonlosapevo.com

Video “Bloody Harvest. The Real Cost of Fur”
investigazione Animal Defenders International
(ADI)

http://www.tvanimalista.info/video/animali/al

levamenti-pellicce
Per informazioni dettagliate si può consultare
il dossier approfondito al sito

http://www.tvanimalista.info/site_media/dow

nload/allevamenti-pellicce-dossier-adi.pdf
Per informazioni sull’investigazione 2009 –
2010 in 40 allevamenti svedesi e per inviare
una lettera ai consolati presenti in Italia per
chiedere la chiusura di tutti gli allevamenti di
visone in Svezia

http://www.campagnaaip.net/notizie/notizia370.html

LINK INTERESSANTI E UTILIElenco dei grandi magazzini e delle marche
che hanno adottato una politica fur-free

http://www.campagnaaip.net/risultati.html

Video sulle modalità di uccisione in Cina

http://www.nonlosapevo.com

Video “Bloody Harvest. The Real Cost of Fur”
investigazione Animal Defenders International
(ADI)

http://www.tvanimalista.info/video/animali/al

levamenti-pellicce
Per informazioni dettagliate si può consultare
il dossier approfondito al sito

http://www.tvanimalista.info/site_media/dow

nload/allevamenti-pellicce-dossier-adi.pdf
Per informazioni sull’investigazione 2009 –
2010 in 40 allevamenti svedesi e per inviare
una lettera ai consolati presenti in Italia per
chiedere la chiusura di tutti gli allevamenti di
visone in Svezia

http://www.campagnaaip.net/notizie/notizia370.html

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