L’osservatore Arcano

Ad oggi è impossibile fare una stima precisa dei tanti animali randagi presenti sul territorio italiano. Da anni quello del randagismo è un fenomeno che rappresenta una vera piaga, che soprattutto in molte regioni del sud ormai è fuori controllo e raggiunge livelli drammatici; una piaga il cui trend è in continua crescita e che neanche le istituzioni e le continue campagne di sensibilizzazione da parte di associazioni, media e social sono riuscite ad arginare. Il randagismo, così come gli smarrimenti, le cucciolate casalinghe, volute e indesiderate, hanno un unico comune denominatore: la mancanza di STERILIZZAZIONE!
Attualmente non esiste alcun provvedimento che imponga l’obbligo di sterilizzazione di tutti gli animali di proprietà, un obbligo che invece sarebbe necessario per impedire la riproduzione incontrollata degli animali da compagnia, prevenendo così le stesse nascite che poi generano gli abbandoni e di conseguenza il randagismo. Ad incidere in maniera rilevante sulla “questione della sterilizzazione” è anche e soprattutto una “cattiva cultura”, secondo la quale, sterilizzare il proprio animale domestico equivale ad una vera e propria MUTILAZIONE, UNA VIOLENZA FISICA che andrebbe evitata perché è un ATTO CONTRO NATURA.
A dispetto di questa “cattiva cultura”, è bene sapere che non c’è niente di naturale nel modo in cui sono stati addomesticati e selezionati gli animali da compagnia dagli uomini nel corso dei secoli, né tantomeno è naturale il modo in cui vengono fatti vivere e vengono nutriti. Ma forse per capire questo dovremmo fare qualche passo indietro nella storia dell’umanità e ricordare come sia nato il rapporto tra l’uomo e il cane.
Innanzitutto è bene precisare che i gruppi sociali degli uomini e dei canidi erano (e sono) molto simili e che i rapporti tra questi non fossero così idilliaci poiché cacciavano le stesse prede entrando spesso in conflitto. Alcuni di questi canidi si avvicinarono ed entrarono in contatto con i villaggi, attirati da cibo e rifiuti umani, così l’uomo iniziò a catturare i cuccioli, sia per eliminare un competitore, ma anche a scopo ludico e di compagnia. I piccoli canidi crescendo all’interno del “branco umano” mostrarono attitudini e riconoscenza verso l’uomo che ben presto lo ritenne di utilità fondamentale nelle sue attività quotidiane, come la caccia, la pastorizia e soprattutto la difesa. Da questo momento in poi l’uomo iniziò a fare anche una selezione dei soggetti più socievoli e utili e meno aggressivi, selezione che nel corso dei secoli successivi ha continuato ad effettuare a secondo dell’utilizzo e del bisogno.
Quindi dopo questa breve incursione nel lontano passato e sugli albori della domesticazione (processo attraverso il quale specie animali e vegetali vengono resi domestici dall’uomo, dipendenti da esso), è doveroso da parte di chi intende prendere con sé un animale, porsi il problema che l’animale prima o poi svilupperà l’ istinto e le potenzialità che la natura gli ha donato: LA SUA NECESSITA RIPRODUTTIVA, che nulla ha a che fare con l’ amore e l’impulso sessuale umano, basato su fisicità ed emotività. Per l’animale è ISTINTO PURO! Un istinto, al quale soccombe per forza della natura e per cui è pronto anche alla morte.
E il più grande atto d’amore che ogni proprietario dovrebbe fare verso il proprio animale è liberarlo da quell’istinto innato che gli procura dolore, frustrazione, sofferenza , perché non riesce a soddisfarlo come LA SUA NATURA VUOLE. E l’ unico modo possibile per liberarlo è la STERILIZZAZIONE.
Infatti si può affermare che la sterilizzazione ha effetti benefici sia sulla salute fisica, che su quella psicologica dei nostri animali. Grazie ad essa si possono evitare patologie tumorali sia nei maschi che nelle femmine.
I maschi non sterilizzati sono soggetti a tumori che colpiscono testicoli e prostata, ma anche a patologie più comuni come prostatite e ipertrofia prostatica che causano dolori lancinanti al povero animale, creando difficoltà anche nell’urinare. Non va meglio per le femmine intere anch’esse soggette a gravi infezioni dell’utero come la piometra che se non curata in tempo porta alla morte e patologie tumorali come tumore ad utero ed ovaie, che si generano principalmente a causa della grande quantità di ormoni che si sviluppano durante il periodo del calore e che si alternano entrando in conflitto tra loro, scatenando così anche altre patologie come endometriti e gravidanze isteriche. Come dicevamo prima, spesso produce benefici anche alla salute psicologica del nostro animale, infatti in molti casi, i maschi tendono a ridurre la propria aggressività legata alla difesa e alla protezione dei propri spazi, anche nella femmina riduce di molto comportamenti aggressivi dovuti a false gravidanze (che provocano alterazioni organiche come la mastite) o per la protezione di una prole che non esiste. Questo però non significa che la sterilizzazione incida sul carattere di tutti gli animali, l’aggressività a volte non è legata ad un fattore ormonale.
È doveroso inoltre sottolineare che la credenza popolare per la quale far fare almeno una cucciolata alla femmina prima di sterilizzarla non ha alcun valore scientifico. Ha quindi un senso rendere il nostro amato animale prigioniero di sé stesso? Ha senso sottoporlo a sofferenze atroci? O forse è sensato e naturale continuare a far nascere animali destinati a morire di stenti o investiti sulle strade? O a marcire nei box dei canili?
Invito i nostri lettori a riflettere con una frase di A. Schopenhaur:
“Nella pacatezza dello sguardo degli animali parla ancora la saggezza della natura, perché in essi la volontà e l’intelletto non si sono ancora distaccati abbastanza l’uno dall’altra, per potersi al loro reincontrarsi, stupirsi l’uno dell’altra.”
L’OSSERVATORE ARCANO

 

 

 

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