Introdurre il secondo gatto

Cari amici e amiche,  anche questa non è una mission impossibile se all’inizio ci mettiamo un po’ di impegno e sensibilità.

L’arrivo di un nuovo membro è sempre un evento un po’ stressante che va gestito con cura. I gatti sono animali abitudinari e territoriali, i cui  rapporti con i conspecifici  si basano su antipatie e simpatie, preferenze, condivisione degli spazi, e tolleranza. Contrariamente a quanto si pensa però, i gatti non instaurano rapporti gerarchici.  Chi vive con più di un gatto sa bene che alcuni vanno d’accordo tra di loro e altri si ignorano ed evitano a vicenda, e quando decidiamo di inserire un nuovo gatto non possiamo sapere in anticipo come sarà il loro rapporto. Quello che però possiamo fare è evitare che si creino tensioni e fenomeni di aggressività.

Ricordate sempre, se potete scegliere, che i maschi sono più territoriali e meno adatti a vivere insieme in uno spazio ristretto; due femmine, o un maschio e una femmina, sarebbe senz’altro la soluzione migliore.

Bene, i primi passi sono identici a quello che faremmo quando portiamo un nuovo gatto a casa[1], cioè lo lasciamo tranquillo in una stanza attrezzata per dargli il tempo di ambientarsi. A questo punto il gatto residente ha già percepito l’arrivo dell’“intruso” ed è in stato di pre-allerta. È importante che non cambiamo il nostro atteggiamento nei suoi confronti né le routine, se cerca più coccole gliele diamo, se ci evita offeso non gli corriamo dietro implorandolo di tornare, ma un po’ lo chiamiamo con dolcezza, un po’ lo lasciamo stare, in fondo anche lui ha bisogno di metabolizzare il cambiamento.

Prendiamo un paio di calzini vecchi (o due stracci) e cominciamo a scambiare gli odori. Ne prendiamo uno e lo strofiniamo gentilmente sul muso di uno dei due gatti e lo portiamo all’altro, ma senza farli incontrare fisicamente. Lo stesso facciamo con l’altro in modo che si scambino gli odori “buoni”[2]. Questo procedimento va ripetuto spesso, in modo che l’odore dell’altro diventi familiare.

I gatti che vivono insieme condividono un odore che potremmo definire “di gruppo” che li identifica come appartenenti alla stessa colonia[3].

Poco a poco cominciamo a lasciare che il nuovo arrivato esplori alcune stanze della casa, evitando sempre che i due mici si incontrino. Quando vediamo che il nuovo gatto si muove abbastanza sicuro negli spazi, proviamo a dar loro da mangiare contemporaneamente, (magari qualcosa di molto appetitoso), ma ben distanti uno dall’altro, avvicinando un pochino le ciotole a ogni pasto se non ci sono reazioni avverse[4]. Il pasto è un momento in cui il gatto è molto concentrato ed è una situazione piacevole, sarà quindi più probabile che i due si disinteressino l’uno dell’altro e che non entrino in competizione.

Assicuriamoci che entrambi abbiano sempre una via di fuga verso un posto sicuro.

I primi incontri saranno sicuramente caratterizzati da soffi, sbuffi e dimostrazioni di forza, ma difficilmente arriveranno allo scontro fisico perché nessuno di loro è sicuro di avere la meglio. Se noi ci manteniamo calmi, non lanciamo urli e rimproveri, ma gli permettiamo di “prendersi le misure”, è molto probabile che in poco tempo il quieto vivere sia ristabilito. Come già detto, non possiamo sapere in anticipo se diventeranno grandi amici o se si tollereranno a vicenda. In ogni caso tutto andrà bene se noi saremo dei “genitori” in grado di gestire le loro richieste e le gelosie con imparzialità e sensibilità, lasciandoli liberi di esprimere  tutte le sfumature di cui sono capaci nelle relazioni tra simili.

nedmatilda

[1] A questo proposito vedi scheda “E’ arrivato il nostro gatto” e raddoppia il numero di lettiere, cucce, etc.
[2] Sul muso del gatto sono concentrate ghiandole che secernono i feromoni, ormoni  che stimolano il contatto e il rilassamento.
[3] Questo spiega anche perché un gatto della colonia che sia stato allontanato per andare dal veterinario o per altri motivi, spesso al suo rientro viene inizialmente non riconosciuto e quindi accolto con diffidenza e/o aggressività.
[4] È molto importante che se ci sono segni di intolleranza si ritorni immediatamente allo step precedente dove i due gatti erano entrambi tranquilli.

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