Ernesto il randagio, un libro sui randagi che aiuta i randagi

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Il dottor Gerardo Rossomando è un medico veterinario, che non solo fa il suo lavoro per passione ma si impegna personalmente nell’aiutare gli animali in difficoltà… Lo scorso anno ha deciso di scrivere un libro dedicato al suo cane, Ernesto, ex randagio che ha avuto la fortuna di incontrare proprio lui, il medico che ama gli animali.

Ernesto il randagio ci racconta una storia fatta di abbandono e dolore ma anche di grande coraggio e, con semplicità tipicamente canina, ci insegna un nuovo modo di vedere le cose e vivere felici. 

Dopo aver scritto questo racconto, Gerardo si è impegnato in una campagna di diffusione nelle scuole, per insegnare ai più giovani il rispetto e l’amore per i nostri amici a 4 zampe, inoltre, ha deciso con parte dei proventi ricavati dalla vendita online dei libri, di aiutare volontari e associazioni impegnate attivamente nel salvataggio di randagi.

L’Associazione Arca di Rita ringrazia il dott. Rossomando per averla inserita tra i beneficiari di questa sua nobile ed apprezzabile iniziativa e di aver donato  alla nuova Oasi di Nettuno che aprirà a breve, i cancelli per le recinzioni.

ACQUISTA ANCHE TU IL LIBRO “ERNESTO IL RANDAGIO”! Lo troverai in vendita su Amazon, disponibile in tre diverse versioni: adulti, ragazzi e bambini.

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L’Arca di Rita a 4 zampe in festa, vi aspettiamo!

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SABATO 22 E DOMENICA 23 APRILE , L’ARCA DI RITA SARA’ PRESENTE CON UN SUO STAND AL CENTRO COMMERCIALE I GRANAI DI ROMA, Via Mario Rigamonti 100. VI ASPETTIAMO, TROVERETE TANTI OGGETTI PERSONALIZZATI ARCA E POTRETE AIUTARE CON POCO TANTI PELOSETTI. <3

ORARIO: 11-13 – 16-19,30
PER INFO SIMONA 3455982486 arcadirita@gmail.com

LO SAPEVI CHE… i polpastrelli dei cani sono sensibili al calore?

Ebbene si! Molto spesso non ci pensiamo ma per essere padroni responsabili dovremmo ben sapere che certe superfici, come l’asfalto, si riscaldano più facilmente di altre e potrebbero causare gravi danni ai cuscinetti dei nostri cani.
Nelle giornate più soleggiate la temperatura dell’asfalto può raggiungere i 50°, è quindi consigliabile prediligere zone erbose o percorsi sterrati per le passeggiate giornaliere, idealmente in zone ombreggiate ed evitare le ore più calde per scongiurare anche il temutissimo colpo di calore.

Ecco le conseguenze delle passeggiate su asfalto o marciapiedi roventi!

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Se è inevitabile per il vostro cane attraversare i marciapiedi della città durante la giornata, munitelo di calzari protettivi che possono essere acquistati in un qualunque negozio per animali. In alternativa, esistono delle cere con cui cospargere i suoi cuscinetti.

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IN BOCCA AL LUPO: “crepi” o “grazie” ?

“In bocca al lupo” è un augurio che si rivolge a chi sta per sottoporsi ad una prova impegnativa. Infatti, è una della frasi più ricorrenti quando ci si vuole augurare che tutto vada per il meglio. A questo modo di dire, c’è chi risponde “grazie” e chi invece preferisce “crepi”. Ma vi siete mai chiesti perché? E, soprattutto, quali siano le origini di questa espressione, e delle sue risposte?
Se provate a trovare una spiegazione a tutto ciò, in molti vi ritroverete con opinioni contrastanti o addirittura opposte, ma un attento giurista non può non cercare una soluzione a questo rompicapo. Per cui, se analizzate la questione in maniera superficiale, non è possibile venire alla soluzione, dal momento che la stragrande maggioranza delle persone risponde all’ in bocca al lupo in maniera abituale e non ragionata. Ma una soluzione c’è, però. Bisogna analizzare tutto in maniera obbiettiva, provando per un momento a non dare per giusta né l’una né l’altra risposta, andando alle radici e quindi scavando nel passato. Esistono infatti diverse spiegazioni. Secondo un primo orientamento, il modo di dire è collegato alle abitudini del lupo, ed in particolare di mamma lupa che sposta i piccoli da una tana all’altra quando avverte un pericolo. I lupacchiotti, al sicuro tra le fauci della mamma, arrivano sani e salvi alla nuova tana. Quindi è come augurare a qualcuno di arrivare guidato e protetto a destinazione. Ragion per cui, secondo questa spiegazione, bisognerebbe rispondere “grazie”. Questa interpretazione si ricollega anche alla leggendaria storia di Romolo e Remo, salvati e allevati dalla lupa. Quindi il lupo sarebbe visto come una madre benevola.

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Altre spiegazioni ci sono, poi, a sostegno di chi risponde “crepi”. Nel mondo rurale, il lupo era considerato come uno dei principali pericoli per il bestiame degli allevatori; si evincerebbe così la ratio di questa risposta. Inoltre, i cacciatori erano soliti addentrarsi nei boschi per sopprimerli; augurare in bocca al lupo, allora, significava augurare una buona caccia. Ancora, secondo alcuni, il lupo rappresenterebbe l’impersonificazione del male, secondo altri manterrebbe poi il ruolo del cattivo, che da sempre ha avuto nelle fiabe per bambini. Infine, la terza edizione del vocabolario della Crusca attribuiva all’andare in bocca al lupo, il significato di andare nelle mani del nemico.

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Volete la conclusione ? Entrambe le risposte sono valide! C’è solo da seguire l’interpretazione che preferite, sapendo adesso perché si risponde così, qual è il significato autentico di questo modo di dire e delle sue due risposte!

Fonte: http://www.federiconline.it/bocca-al-lupo-si-risponde-crepi-o-grazie/

ORSI DELLA LUNA, VITTIME INNOCENTI

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Catturati con trappole che spesso causano terribili mutilazioni, immobilizzati in gabbie grandi quanto il loro corpo che deformano le ossa ed atrofizzano gli arti, con un catetere arrugginito infilato nella cistifellea per estrarne due volte al giorno la bile che servirà a realizzare medicinali, unguenti, bibite e shampoo. Non possono letteralmente alzarsi, muoversi, girarsi.

Resteranno in queste condizioni anche per 20, 30 anni, ovvero tutta la durata della loro vita, fino alla morte, causata dalle infezioni, dalla sofferenza psichica, dalle malformazioni ossee dalla denutrizione. È la triste sorte degli orsi neri asiatici, meglio conosciuti come Orsi della luna, perché ornati da una stupenda mezza luna bianca in prossimità del petto sulla scura pelliccia, incarcerati nelle infernali fattorie cinesi, vietnamiti e coreani, torturati ogni giorno a centinaia per l’estrazione della loro preziosa bile, elemento tradizionale della medicina tradizionale asiatica, che la prescrive a scopi curativi da 3.000 anni.

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La bile d’orso contiene infatti un principio attivo noto come acido ursodeossicolico (UDCA), alla cui ingestione si attribuiscono riduzione della febbre e delle infiammazioni, effetto protettivo sul il fegato, miglioramenti della la vista ed eliminazione dei calcoli biliari. Ma quando negli anni 70, gli orsi detti “della luna” diventano specie protetta perché in via d’estinzione, proibendone la caccia nelle grandi foreste del continente asiatico, si escogita la realizzazione di “fattorie” in cui “mungerli”, evitandone lo sterminio e ottenendone pure una produzione infinitamente superiore di bile. È così che ha inizio il tremendo calvario degli orsi della luna.

Per fortuna, sembra che la sensibilità generale de cittadini asiatici stia cambiando e continuano a  moltiplicarsi le proteste e le iniziative di coloro che si oppongono all’orribile scandalo delle “fattorie degli orsi da bile”. Il merito della diffusione su vasta scala del concetto di protezione di questi animali va certamente anche a Jill Robinson, una battagliera e coraggiosa signora inglese che sta dedicando la sua vita agli Orsi della Luna, con l’organizzazione Animals Asia Foundation. Tutto ebbe inizio nel 1983 quando entrò in una fattoria della bile in Cina, una vera e propria “camera di tortura, un inferno per gli animali”, racconta Jill in una registrazione audio realizzata in diretta. Dopo ben poco tempo Jill scoprì che la bile poteva essere facilmente rimpiazzata con erbe meno care e prodotti sintetici e cominciò senza sosta il suo lavoro in Cina, instaurando relazioni e negoziando con i dipartimenti del Governo, in modo molto risoluto, allo scopo di porre fine a questa pratica crudele.

A partire dall’ottobre del 2000, più di 400 fattorie della bile sono state chiuse dal Governo e oltre 245 orsi hanno già ricevuto le cure di Animals Asia, al nostro Centro per il salvataggio dell’orso cinese “Moon Bear Rescue Centre” a Sichuan. Da allora, gli orsi continuano ad arrivare nelle più disperate e scioccanti condizioni, con ossa fragili, disperatamente ammalati e spaventati. La loro riabilitazione richiede diversi mesi e purtroppo non possono più essere liberati nella natura selvatica: sono indifesi, mutilati, cresciuti in senza le necessarie difese per sopravvivere in natura. Ma con tante cure amorevoli e la continua supervisione veterinaria, la grande maggioranza di loro si riprende. Un grande miracolo a cui può contribuire ognuno di noi non solo aiutando a far conoscere le vergognose torture a cui vengono sottoposti, firmando petizioni e non acquistando prodotti a base di bile d’orso, come tè, tonici farmaci o altri preparati . Ma anche adottando un orso e salvandogli la vita, con poco più di 1 € al giorno: con 35 € al mese è possibile adottare uno degli orsi liberati da Animals Asia Foundation all’interno dei santuari di Chengdu (Cina) e Tam Dao (Vietnam). “La tua adozione –spiega AAF- ci permetterà di regalare al tuo orso cibo, acqua potabile, cure riabilitative fisioterapiche adeguate e assistenza veterinaria per il resto della sua vita”.

Clicca qui per saperne di più e aiutare la fondazione Animals Asia 

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LEISHMANIOSI CANINA

Cos’è? Chi la trasmette? E’ contagiosa?

La Leishmaniosi è una grave malattia che può colpire il cane (Leishmaniosi viscerale) e l’uomo (Leismaniosi cutanea, mucocutanea, viscerale). È la terza malattia trasmessa da vettori più importante al mondo, si presenta con un’ampia varietà di manifestazioni cliniche che differiscono notevolmente in termini di gravità e impatto sulla salute.

Vettore della Leishmaniosi è il flebotomo che trasmette il microrganismo (protozoo) responsabile della malattia attraverso la puntura. I cani costituiscono il principale ospite e serbatoio per l’infezione dell’uomo ma non è possibile il contagio diretto dal cane all’uomo, da uomo a uomo e da cane a cane, perché per veicolare la malattia è sempre necessario il pappatacio.

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Dove è diffusa?

La leishmaniosi è generalmente presente nelle zone tropicali e sub-tropicali. ampliamente distribuita in tutto il bacino del Mediterraneo, comprese le isole. Con il riscaldamento globale e la movimentazione dei cani infetti a seguito dei loro proprietari, si assiste sempre più alla comparsa di nuovi focolai come quelli nel nord Italia. La leishmaniosi canina è un grave problema di salute pubblica, in particolare nelle aree endemiche.

Quali sono i sintomi?

  • Lesioni cutanee: progressiva rarefazione del pelo (alopecia) con intensa desquamazione secca, ulcere, erosioni e assenza di prurito.
  • Inappetenza e perdita di peso
  • Linfoadenopatia: ingrossamento dei linfonodi
  • Epistassi: fuoriuscita di sangue dalle narici determinata da ulcere e lesioni della mucosa nasale
  • Lesioni oculari
  • Zoppie
  • Anemia
  • Insufficienza renale
  • Diarrea
  • Onicogrifosi: crescita abnorme e ispessimento delle unghie
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Kira è stata trovata in pessime condizioni, affetta da leshmaniosi. Rimessa in sesto e adottata!

Trattamento

La leishmaniosi canina (CanL) è una patologia molto complessa, il cui trattamento terapeutico rappresenta ancora oggi un problema di non facile soluzione

Prevenzione

Per prevenire la Leishmaniosi è importante ridurre al minimo la possibilità di puntura da parte dei flebotomi, per questo motivo prima di scegliere un prodotto antiparassitario è importante accertarsi che sul foglietto illustrativo sia indicata l’effetto repellente nei confronti dei flebotomi e l’attività di riduzione del rischio di trasmissione di leishmaniosi. E’ opportuno ridurre l’esposizione notturna del cane al parassita, evitando lunghe passeggiate serali e provvedendo a ricoverarlo durante la notte. E’ molto importante anche sottoporre il cane a

 

Nutribound, per un rapido recupero in convalescenza

Per Bianchina e Bonny l’Arca ha scelto NUTRIBOUND! Leggi l’articolo per conoscere le nostre esperienze con questo prodotto

Bianchina, Fiv +, ha subito un abbassamento delle difese immunitarie con la conseguente la riattivazione  del virus da cui è affetta. Il suo stato di salute è precipitato, lei è stata ricoverata in clinica e dimessa qualche giorno dopo ma con le piaghe in bocca l’unico modo efficace di fornirle nutrimento era quello di somministrare il Nutribound. Bianchina piano piano si sta rimettendo anche grazie a questo magnifico prodotto che ha aiutato Bonny a combattere gli effetti della leshmaniosi!

Bianchina
Bonny ha contratto la leshmaniosi che come sappiamo è una malattia trasmessa dai pappataci che può portare gravi conseguenze e a volte può rivelarsi fatale. Una volta certe della malattia di Bonny iniziamo a fornirgli tutte le cure necessarie. Purtroppo però non finisce qui, il corpo di Bonny non accetta uno dei medicinali normalmente utilizzati per la cura di tale malattia così lui smette di mangiare, perde peso e gli sfoghi allergici iniziano a devastarlo. Interrotta la cura, il veterinario sottopone Bonny a diverse flebo e a  una trasfusione per aiutarlo nel processo di disintossicazione.Anche qui il Nutribound in unione alle assidue cure di Rita, hanno giocato un ruolo fondamentale in questa partita.

     Bonny, trasfusione  Bonny
Oggi Bonny si è completamente ripreso, eccolo mentre aspetta il lancio della palla e con una delle nostre volontarie

  bonny sportivo   Bonny e Fra

 NUTRIBOUND, COS’E’? A COSA SERVE?

Anche in medicina veterinaria la chirurgia ha fatto passi da gigante e sempre più frequentemente è possibile assistere ad interventi che anche se complessi e impegnativi portano i nostri piccoli amici a completa guarigione. La chirurgia può essere necessaria a scopo preventivo, terapeutico o d’urgenza. Qualunque sia la natura dell’intervento chirurgico, lo stress dato dall’operazione può provocare alterazioni del sistema immunitario. E’ per questo che ogni volta che si affronta un intervento chirurgico bisognerebbe prendere in considerazione  un’alimentazione particolare che aiuti  il nostro pet a contrastare le alterazioni del sistema immunitario provocate dallo stress operatorio e non solo.Proprio per questo esiste un prodotto di Virbac : Nutribound creato  per questo tipo di esigenze. Si tratta di un supporto alimentare ricco di nutrienti dotati di azione immunomodulante e antinfiammatoria. Tali substrati  definiti  immunonutrienti  sono: arginina, glutammina, taurina,  acidi grassi omega -3, inulina,  Oligosaccaridi e vitamine A e E. L’Arginina supporta il sistema immunitario e favorisce la cicatrizzazione, la Glutamina mantiene l’integrità del tratto gastrointestinale, gli Acidi Grassi riducono l’infiammazione, le vitamine A ed E hanno proprietà antiossidanti , l’Inulina e gli Oligosaccaridi stimolano la crescita di batteri utili nel sistema digerente. Tutti questi componenti contribuiscono a modulare la risposta infiammatoria e ad incrementare quella immunitaria correggendo le alterazioni patologiche dell’immunità secondarie a condizioni cliniche o chirurgiche. Quindi ogni volta che si affronta un intervento chirurgico, qualunque sia l’entità è utile  somministrare al nostro animale  un supporto nutrizionale di questo tipo (Nutribound).. L’immunonutrizione riduce in maniera significativa le complicanze infettive e la durata della degenza esiste quindi un razionale ad iniziare l’immunonutrizione prima dell’intervent o chirurgico (5-7 giorni) allo scopo di ottenere la presenza, al momento dello stress chirurgico e nelle fasi immediatamente successive, di adeguati livelli plasmatici e tissutali di immunonutrienti. Quando è possibile programmare l’intervento è consigliabile incominciare a somministrare Nutribound  5 giorni prima continuando per altri 5 giorni dopo l’intervento. Quando invece l’intervento è d’urgenza è utile somministrare Nutribound  nelle primissime ore dopo l’intervento e continuare per almeno 7/8 giorni. Nutribound si presenta sotto forma liquida e può essere somministrato con la pappa o con l’acqua da bere dal proprietario oppure tramite siringa(per os)  o sondino dal veterinario.

Stop a macellazione e botticelle: i cavalli sono animali d’affezione

La proposta di legge di Michela Brambilla prevede il divieto di consumo della carne, nuovi standard per i ricoveri e le scuderie, abolizione dei servizi di trasporto a trazione equina
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 Milano, maggio 2016 – Sono i principali obiettivi di una proposta di legge, firmata da Michela Vittoria Brambilla ed elaborata in collaborazione con associazioni animaliste specializzate, “che punta – si legge in una nota – ad una vera e propria rivoluzione rispetto ai termini tradizionali del rapporto tra l’uomo e questi splendidi animali.

Il testo è stato presentato questa mattina, aTruccazzano – dove l’associazione Progetto Islander accoglie i cavalli maltrattati – da Brambilla, presidente della Lega Italiana per la Difesa degli animali e dell’Ambiente, chiedendo agli amanti degli animali di sostenerlo con una raccolta di firme sul quotidiano online NelCuore.org. Sono intervenute anche Marina Ghiretti di Anima Equina, Evelina Isola di Wild Watching “I cavalli dell’Aveto” e Nicole Berlusconi di Progetto Islander. “Con la nostra proposta – sottolinea Brambilla – si scioglie definitivamente l’ambiguità che finora ha caratterizzato lo status degli equidi nel nostro Paese (e non solo): a volte animale d’affezione, per lo più animale da reddito con tutti gli annessi e connessi legati a questa scomoda situazione.

Ma le cose devono cambiare: il cavallo, l‘asino, il bardotto, il mulo sono animali che danno e ricevono affetto e come tali devono essere trattati. A ciò provvedono le norme che abbiamo delineato, non solo mettendo gli equini sullo stesso piano giuridico dei cani e dei gatti e vietandone la macellazione e il consumo della carne, ma complessivamente rivedendo le norme che regolano le condizioni di vita di animali alleati dell’uomo da migliaia di anni””E’ tempo di rinnovare un patto antico“, spiega l’onorevole Brambilla. “L’uomo, mostrando il peggio di sé, ha tradito l’amico che gli offriva se stesso in battaglia, per il duro lavoro dei campi, come mezzo di trasporto. Oggi il cavallo continua a essere sfruttato in mille modi: nei circhi, negli ippodromi ufficiali, nelle corse clandestine, sui sampietrini dei centri urbani a trascinare carrozzelle sotto la pioggia o con il caldo torrido, lanciato a folle velocità sui tracciati medievali dei palii.E nella maggior parte dei casi, spesso grazie a triangolazioni o certificazioni compiacenti, l’ultima stazione è il macello, per lo più dopo avere affrontato interminabili viaggi dall’est in condizioni inenarrabili.

Mentre nel mondo anglosassone mangiare il cavallo è quasi inconcepibile, in alcuni Stati americani è addirittura illegale, da noi la specie è letteralmente utilizzata fino all’osso: l”Italia vanta il triste primato di maggiore consumatore di carne equina tra i grandi paesi europei: circa un chilo di carne all’anno pro capite. Fortunatamente le cose stanno cambiando. Nel 2006 erano ancora quasi 170 mila gli equini macellati nel nostro Paese, l’anno scorso sono stati poco più di 35 mila. Beninteso: anche uno solo sarebbe di troppo. Ma la gente capisce e manda in soffitta le vecchie mode alimentari. Anche l’inchiesta della Procura di Roma sui maltrattamenti ai cavalli delle botticelle – conclude l’ex ministro – è un segno dei tempi: la mia proposta abolisce i servizi di trasporto a trazione equina. Sono certa, così facendo, non solo di tutelare gli animali, ma anche l’immagine di un Paese, meta di milioni di turisti, che non può più tollerare certe violenze, se vuole dirsi civile”.Il testo prevede innanzitutto il riconoscimento dello status di “animali di affezione” a tutti gli equidi. Di conseguenza è sancito il divieto di macellazione di cavalli, asini, muli e bardotti, nonché il divieto di vendita e di consumo della loro carne su tutto il territorio nazionale e quello di importazione ed esportazione a fini alimentari. E’ inoltre proibito usare gli equidi in spettacoli contrari alla loro natura e in esperimenti scientifici.Vengono poi fissati criteri per la custodia e la cura degli equini, per evitare la detenzione in condizioni non adeguate. E’ istituito un registro anagrafico degli equini presso le Asl che dia garanzia di tracciabilità e riconducibilità all’effettivo proprietario o possessore.Sono regolate le modalità di addestramento. Si aboliscono le aste di equini di proprietà delle Forze armate e di altri enti pubblici, che potranno essere affidati ad associazioni. Per gli equini anziani o malati sono previste convenzioni con strutture private o veri e propri “pensionati”.Il testo definisce nuovi standard per i box (che devono avere dimensioni adeguate) e per la gestione dei cavalli (che hanno diritto di passare almeno due ore al giorno in un recinto erboso), abolisce i servizi di trasporto a trazione equina (come le botticelle), tutela le mandrie di cavalli selvaggi o rinselvatichiti. Sono infine introdotte sanzioni per chi viola la legge e il rafforzamento dell’istituto della confisca.

 

Fonte: http://www.tgcom24.mediaset.it/animali/stop-a-macellazione-e-botticelle-i-cavalli-sono-animali-d-affezione_3005865-201602a.shtml

La medaglietta: accessorio indispensabile!

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Che cos’è?

Per chi non lo sapesse, la medaglietta è una piccola piastra in metallo sulla quale sono riportati generalmente: nome del cane, numero di telefono del proprietario e indirizzo (opzionale).

Perchè è importante?

Più che importante si può dire che è fondamentale. E’ vero che non c’è nessun obbligo per legge, ma averla può essere importantissimo nel caso in cui il vostro cane si perda (e credetemi, può succedere a chiunque).

Anche se il vostro cane avesse il microchip, la medaglietta è ugualmente importante. Il microchip, infatti, viene iniettato sotto cute e riporta tutte le informazioni utili a risalire al proprietario, ma ha il grosso svantaggio di essere leggibile solo attraverso una speciale apparecchiatura in dotazione a tutti i veterinari e generalmente anche alle forze dell’ordine (nucleo cinofili).

Con una medaglietta identificativa, al contrario, chiunque trovi il vostro cane potrà con una semplice telefonata, comunicarvi la posizione esatta cane. In questi casi è bene chiedere alla persona che l’ha trovato, di fermarsi con il cane, magari tenendolo dal collare. Sentendosi perso potrebbe anche continuare a girare invano alla ricerca del suo padrone.

Dove si può acquistare?

La medaglietta di può acquistare nei negozi di animali o su internet. Il prezzo varia a seconda della dimensione ma generalmente si agira attorno ai 10 €

PROTEGGI IL TUO CANE DOTANDOLO DI MEDAGLIETTA

 

Armani passa al FUR FREE

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L’annuncio è di quelli clamorosi: il gruppo Armani, la seconda impresa italiana per reputazione al mondo, ha deciso di abolire le pellicce da tutte le sue collezioni. A partire dalla stagione autunno-inverno 2016/2017 – questa la notizia di oggi – tutte le proposte del Gruppo saranno pertanto “fur free”. «Sono lieto di annunciare – ha dichiarato Giorgio Armani – il concreto impegno del Gruppo Armani alla totale abolizione dell’uso di pellicce animali nelle proprie collezioni. Il progresso tecnologico raggiunto in questi anni ci permette di avere a disposizione valide alternative che rendono inutile il ricorso a pratiche crudeli nei confronti degli animali. Proseguendo il processo virtuoso intrapreso da tempo, la mia azienda compie quindi oggi un passo importante a testimonianza della particolare attenzione verso le delicate problematiche relative alla salvaguardia e al rispetto dell’ambiente e del mondo animale».

 L’annuncio è stato dato in accordo con la Fur Free Alliance. Per il suo presidente Joh Vinding la scelta di Giorgio Armani «dimostra chiaramente che gli stilisti e i consumatori possono avere rispettivamente libertà creativa e prodotti di lusso senza per questo ricorrere alla crudeltà nei confronti degli animali. Per decenni Giorgio Armani è stato un trendsetter nel mondo della moda e la sua ultima comunicazione è la prova che la sensibilità e l’innovazione rappresentano il futuro di questo settore».

Armani è sicuramente lo stilista più importante, ma non è il primo protagonista del mondo della moda a scegliere di abolire le pellicce dalle sue proposte: la più convinta sostenitrice dei diritti degli animali è da sempre Stella McCartney, che non fa uso di pelli e pellicce per le sue collezioni. Anche altri marchi di fascia alta come Hugo Boss, Tommy Hilfiger e Calvin Klein sono certificati “fur free”, esattamente come catene più commerciali come Zara, American Apparel, Bershka, H&M e ASOS.

La Lav, che definisce una “svolta storica” la scelta di Armani, ricorda che ha recentemente lanciato il progetto Animal Free Fashion col quale attribuisce una valutazione etica, tramite un apposito rating, alle aziende che si sono impegnate a non utilizzare materiali animali. «Si tratta – sottolineano dalla Lega Anti Vivisezione – di un progetto di grande successo, che conferma l’interesse crescente del pubblico verso prodotti moda etici e le straordinarie potenzialità creative, produttive e di business del settore». In Italia Elisabetta Franchi già dal 2011 si è impegnata a non utilizzare più pelliccia animale e dal 2015 ha sostituito anche le piume, raggiungendo il secondo livello di Rating, mentre Save the Duck, il piumino senza piume, non utilizza nemmeno pelliccia, pelle, seta o lana e ha quindi ottenuto il più alto rating nella certificazione “animal free”.