LO SAPEVI CHE… i polpastrelli dei cani sono sensibili al calore?

Ebbene si! Molto spesso non ci pensiamo ma per essere padroni responsabili dovremmo ben sapere che certe superfici, come l’asfalto, si riscaldano più facilmente di altre e potrebbero causare gravi danni ai cuscinetti dei nostri cani.
Nelle giornate più soleggiate la temperatura dell’asfalto può raggiungere i 50°, è quindi consigliabile prediligere zone erbose o percorsi sterrati per le passeggiate giornaliere, idealmente in zone ombreggiate ed evitare le ore più calde per scongiurare anche il temutissimo colpo di calore.

Ecco le conseguenze delle passeggiate su asfalto o marciapiedi roventi!

polpastrelli-danneggiati
Se è inevitabile per il vostro cane attraversare i marciapiedi della città durante la giornata, munitelo di calzari protettivi che possono essere acquistati in un qualunque negozio per animali. In alternativa, esistono delle cere con cui cospargere i suoi cuscinetti.

protezioni-zampe

Nutribound, per un rapido recupero in convalescenza

Per Bianchina e Bonny l’Arca ha scelto NUTRIBOUND! Leggi l’articolo per conoscere le nostre esperienze con questo prodotto

Bianchina, Fiv +, ha subito un abbassamento delle difese immunitarie con la conseguente la riattivazione  del virus da cui è affetta. Il suo stato di salute è precipitato, lei è stata ricoverata in clinica e dimessa qualche giorno dopo ma con le piaghe in bocca l’unico modo efficace di fornirle nutrimento era quello di somministrare il Nutribound. Bianchina piano piano si sta rimettendo anche grazie a questo magnifico prodotto che ha aiutato Bonny a combattere gli effetti della leshmaniosi!

Bianchina
Bonny ha contratto la leshmaniosi che come sappiamo è una malattia trasmessa dai pappataci che può portare gravi conseguenze e a volte può rivelarsi fatale. Una volta certe della malattia di Bonny iniziamo a fornirgli tutte le cure necessarie. Purtroppo però non finisce qui, il corpo di Bonny non accetta uno dei medicinali normalmente utilizzati per la cura di tale malattia così lui smette di mangiare, perde peso e gli sfoghi allergici iniziano a devastarlo. Interrotta la cura, il veterinario sottopone Bonny a diverse flebo e a  una trasfusione per aiutarlo nel processo di disintossicazione.Anche qui il Nutribound in unione alle assidue cure di Rita, hanno giocato un ruolo fondamentale in questa partita.

     Bonny, trasfusione  Bonny
Oggi Bonny si è completamente ripreso, eccolo mentre aspetta il lancio della palla e con una delle nostre volontarie

  bonny sportivo   Bonny e Fra

 NUTRIBOUND, COS’E’? A COSA SERVE?

Anche in medicina veterinaria la chirurgia ha fatto passi da gigante e sempre più frequentemente è possibile assistere ad interventi che anche se complessi e impegnativi portano i nostri piccoli amici a completa guarigione. La chirurgia può essere necessaria a scopo preventivo, terapeutico o d’urgenza. Qualunque sia la natura dell’intervento chirurgico, lo stress dato dall’operazione può provocare alterazioni del sistema immunitario. E’ per questo che ogni volta che si affronta un intervento chirurgico bisognerebbe prendere in considerazione  un’alimentazione particolare che aiuti  il nostro pet a contrastare le alterazioni del sistema immunitario provocate dallo stress operatorio e non solo.Proprio per questo esiste un prodotto di Virbac : Nutribound creato  per questo tipo di esigenze. Si tratta di un supporto alimentare ricco di nutrienti dotati di azione immunomodulante e antinfiammatoria. Tali substrati  definiti  immunonutrienti  sono: arginina, glutammina, taurina,  acidi grassi omega -3, inulina,  Oligosaccaridi e vitamine A e E. L’Arginina supporta il sistema immunitario e favorisce la cicatrizzazione, la Glutamina mantiene l’integrità del tratto gastrointestinale, gli Acidi Grassi riducono l’infiammazione, le vitamine A ed E hanno proprietà antiossidanti , l’Inulina e gli Oligosaccaridi stimolano la crescita di batteri utili nel sistema digerente. Tutti questi componenti contribuiscono a modulare la risposta infiammatoria e ad incrementare quella immunitaria correggendo le alterazioni patologiche dell’immunità secondarie a condizioni cliniche o chirurgiche. Quindi ogni volta che si affronta un intervento chirurgico, qualunque sia l’entità è utile  somministrare al nostro animale  un supporto nutrizionale di questo tipo (Nutribound).. L’immunonutrizione riduce in maniera significativa le complicanze infettive e la durata della degenza esiste quindi un razionale ad iniziare l’immunonutrizione prima dell’intervent o chirurgico (5-7 giorni) allo scopo di ottenere la presenza, al momento dello stress chirurgico e nelle fasi immediatamente successive, di adeguati livelli plasmatici e tissutali di immunonutrienti. Quando è possibile programmare l’intervento è consigliabile incominciare a somministrare Nutribound  5 giorni prima continuando per altri 5 giorni dopo l’intervento. Quando invece l’intervento è d’urgenza è utile somministrare Nutribound  nelle primissime ore dopo l’intervento e continuare per almeno 7/8 giorni. Nutribound si presenta sotto forma liquida e può essere somministrato con la pappa o con l’acqua da bere dal proprietario oppure tramite siringa(per os)  o sondino dal veterinario.

La medaglietta: accessorio indispensabile!

        Medaglietta cane

 

Che cos’è?

Per chi non lo sapesse, la medaglietta è una piccola piastra in metallo sulla quale sono riportati generalmente: nome del cane, numero di telefono del proprietario e indirizzo (opzionale).

Perchè è importante?

Più che importante si può dire che è fondamentale. E’ vero che non c’è nessun obbligo per legge, ma averla può essere importantissimo nel caso in cui il vostro cane si perda (e credetemi, può succedere a chiunque).

Anche se il vostro cane avesse il microchip, la medaglietta è ugualmente importante. Il microchip, infatti, viene iniettato sotto cute e riporta tutte le informazioni utili a risalire al proprietario, ma ha il grosso svantaggio di essere leggibile solo attraverso una speciale apparecchiatura in dotazione a tutti i veterinari e generalmente anche alle forze dell’ordine (nucleo cinofili).

Con una medaglietta identificativa, al contrario, chiunque trovi il vostro cane potrà con una semplice telefonata, comunicarvi la posizione esatta cane. In questi casi è bene chiedere alla persona che l’ha trovato, di fermarsi con il cane, magari tenendolo dal collare. Sentendosi perso potrebbe anche continuare a girare invano alla ricerca del suo padrone.

Dove si può acquistare?

La medaglietta di può acquistare nei negozi di animali o su internet. Il prezzo varia a seconda della dimensione ma generalmente si agira attorno ai 10 €

PROTEGGI IL TUO CANE DOTANDOLO DI MEDAGLIETTA

 

COSE DA SAPERE: Osso di bufalo, cos’è?

Vi chiederete come può una delle cose più popolari che masticano i cani, essere anche tra le cose più pericolose per la sua salute? Stiamo parlando dell’osso di pelle di bufalo.

Tanti cani masticano il pellame greggio per ore e ore, e non solo li mantiene occupati, ma questi snack sembrano durare per sempre. Beh, se sapessi con quali “materie prime” sono fatti questi bastoni tossici, capiresti rapidamente qual è il problema. La maggior parte dei proprietari di cani, credono che il proprio animale mangi un bastone di carne prosciugato. Questo mito è da sfatare fin da subito! Un bastone di pellame greggio non è il sottoprodotto dell’industria della carne bovina non è fatta di carne disidratata. Piuttosto, l’osso arrotolato è il sottoprodotto dell’industria della “pelle”.

osso-di-bufalo

La produzione di pellame greggio comincia con la scissione della pelle animale, solitamente da bestiame. Il strato superiore generalmente più scuro è trasformato in prodotti in pelle, mentre la parte interna, nel suo stato “grezzo”, va ai cani. Quindi, come fa questo cuoio, convenientemente arrotolato a trasformarsi in osso? Ecco i passaggi della sua trasformazione:

PASSAGGIO 1: Normalmente, le pelli dei bovini vengono spedite dai macelli alle concerie per la lavorazione. Queste pelli vengono poi trattate con un bagno chimico per aiutare a “preservare” il prodotto durante il trasporto per aiutare a prevenire il deterioramento. Le pelli poi, vengono inzuppate e trattate con una soluzione di liscivia di cenere o una ricetta altamente tossica, di sodio solfuro Calcinaio. Questo processo aiuterà a togliere i peli e il grasso che ricopre la pelle. Le pelli sono poi trattate con sostanze chimiche che aiutano la pelle a diventare più morbida per essere arrotolata. Lo strato esterno della pelle viene utilizzato per le merci come seggiolini auto, abbigliamento, scarpe, borse, ecc. Ma, è lo strato interno che è necessario per produrre cose come gelatina, cosmetici, la colla… e ossa di bufalo.

PASSAGGIO 2: ora che abbiamo lo strato interno della pelle, è tempo di passare alla fase post-conceria! Le pelli vengono lavate e sbiancate usando una soluzione di perossido di idrogeno e/o candeggina; Questo aiuterà anche rimuovere l’odore del cuoio marcio o putrido. Alcune ricerche mostrano anche che quando la candeggina non sbianca abbastanza, vengono usate altre sostanze chimiche.

PASSAGGIO 3: Ora è il momento di dare a questi fogli sbiancati un look delizioso! Si procede quindi con la pittura artistica. La materia viene affumicata, e colorata con prodotti e additivi per dare sapore, tutti artificiali. Possono anche essere verniciati con un rivestimento di ossido di titanio per farli apparire più bianchi e sono quelli più venduti ed esposti negli scaffali dei negozi ma sono anche i più pericolosi per la salute del cane. Alcune confezioni di prodotto finito preso in esame, rivelano la presenza tossica di agenti cancerogeni FD & C rosso 40, insieme con conservanti come benzoato di sodio che ha effetti letali in dosi alte. Ma gli effetti dell’esposizione a sostanze chimiche fanno in modo che sia una sorta di avvelenamento lento a basso dosaggio.” Ok, ora che queste pelli sono state dipinte, è tempo di concludere con il processo finale.

 PASSAGGIO 4: Riuscire a farli durare per sempre! Avrete sicuramente notato che, se il cane mastica un pezzetto ma poi se si stanca e posa l’osso, non avverrà nello snack nessun tipo di deterioramento organico. La presenza di piombo, arsenico, mercurio, sali di cromo, formaldeide e altre sostanze chimiche tossiche sono state rilevate nelle pelli grezze e aiutano a mantenerlo inalterato. Quindi qualsiasi colla venga utilizzata va bene e attecchirà. Il foglio alla fine, viene spalmato di colla e arrotolato su stesso dando la forma di osso o di corda annodata. In alcune etichette dietro al prodotto c’è scritto: “Se il vostro cane ingerisce grandi pezzi di pellame greggio, il pellame può rimanere bloccato nell’esofago o in altre parti del tratto digestivo.

ossa_pelle_di_bufalo trixie-dentafun-osso-annodato-con-pollo-per-cane-misure-assortite

A volte è necessario l’ intervento di chirurgia addominale per rimuoverlo dallo stomaco o dall’intestino. Se non si risolve il problema per tempo, un blocco potrebbe portare alla morte del cane.” Alcuni veterinari consigliano queste ossa come aiuto per l’igiene dentale del cane. Ma un veterinario di fama mondiale il Dott. Karen Becker spiega: “Quando il cane inizia a masticare l’osso, dapprima è molto duro, ma quando continua a lungo, la parte masticata diventa più morbida e alla fine lui può staccare un pezzetto dell’estremità e il masticare assume la consistenza di un viscido pezzo simile ad una caramella gommosa o ad una gomma da masticare. E da quel momento, il vostro cane non può smettere di masticare e diventa quasi una droga. A questo punto, non esiste più alcun beneficio dentale nel masticare, perché ha trasformato la pelle in una sostanza molle e appiccicosa che diventa un pericolo di ostruzione intestinale o di soffocamento.” Un’indagine di Humane Society International, ha dichiarato nel suo rapporto, “In una scena particolarmente macabra, abbiamo visto le pelli di cani brutalmente macellate in Thailandia, venire mescolate con altri pezzi di pelle per produrre giocattoli di masticazione del pellame greggio per cani di proprietà. Gli investigatori hanno dichiarato che questi giocattoli da masticare, sono regolarmente esportati e venduti in tutti i negozi.” “Una comunità bene informata, può mettere pressione sull’industria alimentare e sulle scelte da prendere per una sana alimentazione del nostro pet. Se i proprietari dei cani conoscono meglio le verità nascoste, faranno delle scelte migliori anche per i loro animali.

Fonte: http://rodneyhabib.com/pet-nutrition-blogger-rodney-habib

STELLA DI NATALE E VISCHIO… ATTENZIONE!

      Vischio

Arriva il Natale e porta con se una ventata di gioia, amore e festeggiamenti… ma anche addobbi in casa! Chi di noi non ha un simbolo rappresentativo di questa festa? Albero, palline, fiocchi, stelle di Natale e vischio… Occhio agli ultimi due! Sono pericolosi per i nostri pelosi e attentano alla loro incolumità.

                 stella di natale

Per quanto riguarda la Stella di Natale, occorre fare molto attenzione alla linfa bianca che esce dalle sue tipiche foglie rosse, perché può avere effetti non mortali, ma sicuramente fastidiosi e irritanti. Contiene, infatti, triterpeni, alcaloidi ed euforboni, che possono causare irritazioni e intossicazioni. I sintomi possono essere – così come si apprende da un articolo pubblicato su it.blastingnews.combruciore e gonfiore delle labbra, forte irritazione dell’apparato digerente, lacrimazione eccessiva degli occhi e congiuntivite, dermatiti e anche vomito e dissenteria.

Gli effetti del vischio possono essere ancora più pericolosi. Le bacche rosse, se mangiate, provocherebbero movimenti scoordinati, la dilatazione della pupilla dell’occhio, salivazione eccessiva, vomito e dissenteria, il tutto accompagnato da forti dolori addominali. Se non si interviene per tempo, il nostro amico a quattro zampe potrebbe perfino morire. Meglio, quindi, tenere lontane queste due piante ornamentali dai nostri pelosi!

 

Se doveste riscontrare questi sintomi nei vostri amici a quattro zampe non esitate a contattare il vostro veterinario!!!

 

BUONE FESTE A TUTTI!

RICCI

Pasqua è la stagione dei piccoli ricci. Proteggimi, te lo renderò 100 volte, ed economizzerai in pesticidi salvando la salute e l’ambiente!

Ciao a tutti gli automobilisti!
Sono qui proprio per ricordarvi
di fare molta attenzione sulla strada
perché è il periodo dei piccoli ricci

Troppo belli, inoffensivi ed utili!
Vi sbarazzeranno da lumache, uova di serpenti, piccole vipere,
larve di insetti dannosi per gli orti ed i giardini, ecc. …….

c
Sarebbe un peccato schiacciarlo, no ???

Inviate questo a tutti.

Grazie per i piccoli ricci.

DOROTHEA FRIZ, www.legaproanimale.com

INSERTI DI PELLICCIA:il lato oscuro della moda

COME RICONOSCERE LA PELLICCIA ECOLOGICA:L’inverno è ormai alle porte e come ogni anno
porta con sé il suo terribile carico di sofferenza:
le pellicce. Tramontata l’idea della pelliccia
come status symbol, ormai considerata demodè,
il settore è risorto dalle proprie ceneri
lanciando la moda degli inserti applicati a
colletti, polsini e cappucci di giacche e cappotti.Il mercato non chiede capi di abbigliamento
con inserti di pelliccia vera, ma è la moda a
promuovere questi prodotti. Spesso il consumatore
si trova in condizione di non poter
scegliere liberamente, secondo il proprio gusto
e le personali convinzioni etiche. Sebbene
dia meno nell’occhio l’inserto di pelliccia su
un giubbotto rispetto alla pelliccia intera,
questa moda non miete meno vittime. Il trattamento
riservato agli animali è molto crudele.
Forse non tutti sanno che in Cina visoni,
procioni, volpi, cani e gatti vengono barbaramente
scuoiati vivi senza essere preventivamente
storditi. Le loro pellicce diventano inserti
su giacche, cappotti e borse esposti a poco
prezzo sulle bancarelle dei mercati e nei grandi
magazzini. La situazione degli allevamenti europei non è migliore. Lo ha rivelato
un’investigazione sotto copertura presentata
a Milano lo scorso 26 febbraio da Animal
Defenders International (ADI) e dal network
animalista AgireOra. “Sono stati visitati 30
allevamenti finlandesi – spiega Marina Berati,
presidente di AgireOra Network – gli animali
sono allevati in condizioni atroci e soffrono
terribilmente. Il reportage mostra ferite aperte,
infette e non curate, occhi malati o mancanti,
code strappate a morsi, zampe deformate e
ferite. Spesso le gabbie sono danneggiate e
pericolose, i cuccioli rischiano di rimanere
con le zampe intrappolate nella rete metallica.
Le ciotole per l’acqua sono vuote, sporche e
rotte. Anche in Italia esistono allevamenti
intensivi con gabbie troppo piccole, fabbricate
con reti metalliche”. Continua la Berati: “nel
nostro paese gli animali vengono uccisi principalmente
con il gas, l’elettrocuzione attraverso
l’ano e la bocca o mediante la rottura
del collo. Purtroppo si tratta di metodi legali
perché sono previsti dal decreto legislativo
333/1998. I consumatori non devono acquistare
ciò che propone la moda, devono assolutamente
evitare di comprare capi con inserti
di pelliccia”. Gli allevamenti in Europa sono
circa 6 mila, soprattutto in Danimarca, Finlandia,
Olanda e Svezia. Gli animali allevati sono
visoni, volpi, cincillà, procioni e conigli. Milioni
di animali, inoltre, vengono catturati in natura
tramite trappole. Restano in agonia per giorni
in attesa che il cacciatore li uccida. Ogni anno
oltre 50 milioni di animali sono vittime della
moda. Da tempo i gruppi animalisti si battono
contro questo mercato di sofferenza e parte
del mondo della moda non è rimasto indifferente.
Celebri top model hanno dichiarato
espressamente la loro contrarietà all’uso di
pellicce e hanno supportato il lavoro di investigazione
di Animal Defenders International
(ADI). Anche grandi magazzini e catene di supermercati nel corso degli anni hanno fatto
proprie politiche fur-free. Alberto Lupi, socio
di una ditta torinese che produce pellicce
ecologiche, conferma questa tendenza:
“produciamo linee nostre e per un noto stilista,
inoltre forniamo pellicce ecologiche ad alcuni
grandi magazzini, oltre a vendere al dettaglio.
I consumatori sono sempre più interessati a
pellicce che non imitano quelle di animali;
sono più vivaci e originali sia per i colori che
per i modelli. Il tessuto della pelliccia ecologica
è composto da cotone e modacrilico. Ha lo
stesso isolamento termico della pelliccia di
animale e pesa meno”. I gruppi animalisti
denunciano che spesso le pellicce vengono
stinte e colorate in modo da non sembrare
vere. Lo scopo è quello di conquistare anche
i consumatori che non entrerebbero mai in
una pellicceria. Come riconoscere allora la
pelliccia vera da quella ecologica? Il problema
si pone di fronte ad etichette difficili da interpretare,
perchè poco chiare e vaghe, o addirittura false. “Sebbene il più delle volte si
possa cogliere la differenza al tatto – spiega
Lupi – la pelliccia ecologica ha una caratteristica
che la distingue senza ombra di dubbio:
il pelo è applicato ad una tela di cotone.
Quindi è sufficiente controllare se tra il pelo
e dietro l’inserto c’è la tela di cotone per essere
sicuri dell’acquisto”. “E’ importantissimo accertarsi
che gli inserti non siano di pelliccia
vera – conclude Marina Berati – nel dubbio è
sicuramente meglio evitare di acquistare il
capo di abbigliamento o l’accessorio”.
Elenco dei grandi magazzini e delle marche
che hanno adottato una politica fur-free
http://www.campagnaaip.net/risultati.html
Video sulle modalità di uccisione in Cina
http://www.nonlosapevo.com
Video “Bloody Harvest. The Real Cost of Fur”
investigazione Animal Defenders International
(ADI)
http://www.tvanimalista.info/video/animali/al
levamenti-pellicce
Per informazioni dettagliate si può consultare
il dossier approfondito al sito
http://www.tvanimalista.info/site_media/dow
nload/allevamenti-pellicce-dossier-adi.pdf
Per informazioni sull’investigazione 2009 –
2010 in 40 allevamenti svedesi e per inviare
una lettera ai consolati presenti in Italia per
chiedere la chiusura di tutti gli allevamenti di
visone in Svezia
http://www.campagnaaip.net/notizie/notizia370.html

LINK INTERESSANTI E UTILIElenco dei grandi magazzini e delle marche
che hanno adottato una politica fur-free
http://www.campagnaaip.net/risultati.html
Video sulle modalità di uccisione in Cina
http://www.nonlosapevo.com
Video “Bloody Harvest. The Real Cost of Fur”
investigazione Animal Defenders International
(ADI)
http://www.tvanimalista.info/video/animali/al
levamenti-pellicce
Per informazioni dettagliate si può consultare
il dossier approfondito al sito
http://www.tvanimalista.info/site_media/dow
nload/allevamenti-pellicce-dossier-adi.pdf
Per informazioni sull’investigazione 2009 –
2010 in 40 allevamenti svedesi e per inviare
una lettera ai consolati presenti in Italia per
chiedere la chiusura di tutti gli allevamenti di
visone in Svezia
http://www.campagnaaip.net/notizie/notizia370.html

Come somministrare i farmaci al gatto

Pillole e pastiglie

I gatti non amano ingerire pastiglie. Quando è necessario somministrargliele, questa può essere una tecnica molto valida:

– inginocchiatevi sul pavimento, il gatto fra le ginocchia e con la testa rivolta in avanti. Imprigionategli le zampe anteriori serrando le cosce, le caviglie incrociate in modo che non possa scappare all’indietro. Assicuratevi che non possa divincolarsi, in modo da non potervi graffiare. Appoggiategli il palmo di una mano sulla testa, con il pollice e l’indice ai due lati della bocca: premendo leggermente e rovesciandogli appena la testa all’indietro dovreste riuscire a fargli aprire la bocca. Altrimenti, abbassategli la mascella, appoggiando il medio dell’altra mano sugli incisivi inferiori. La pillola dovrebbe essere mantenuta fra l’indice e il pollice della stessa. Assicuratevi di avere una buona illuminazione, che vi permetta di vedere all’interno della bocca: dovrete posizionare la pillola sulla lingua, il più in fondo possibile. Permettetegli di richiudere la bocca, e mantenendogli sempre la testa un po’ alzata, massaggiategli gentilmente la gola finchè non inghiotte, quindi lasciatelo scappare libero [non sottovalutate l’abilità dei gatti nel far finta di inghiottire, sono state ritrovate medicine nei luoghi più impensati, ndt]. Dal vostro veterinario potete reperire un “lanciapillole”: è una specie di siringa che, una volta introdotta nella bocca del gatto, rende semplice posizionare la medicina in fondo alla lingua.

Un altro sistema consiste nell’acquistare delle capsule di gelatina, svuotarle del contenuto e riempirle con la pillola o le pillole da somministrare al gatto. Questo è molto comodo nel caso si debbano somministrare pillole molto piccole o più di una per volta. Molti negozi (specialmente di alimenti biologici) vendono capsule di gelatina vuote, di misura 00. Attenzione che la comune gelatina sia realmente l’unico ingrediente: questa si scioglierà senza nessun danno per il vostro gatto, mentre eventuali additivi potrebbero non essere molto adatti!

Potete anche ricorrere, in maniera meno traumatizzante, ad un piccolo inganno [chiedete SEMPRE al veterinario se il medicinale in questione può essere somministrato a stomaco pieno, ndt]. Cercate di introdurre la pillola in un’offerta di cibo che il vostro gatto gradisca: ad es, polpette di carne… Quindi offritegliela sulla punta di un dito: è possibile che nel mangiare il bocconcino ingerisca la medicina senza neanche accorgersene! Molti gatti, tuttavia, imparano presto a mangiare tutto tranne la pillola!

Liquidi e sciroppi

 

Se non riuscite a farglieli leccare direttamente dal cucchiaino, per la somministrazione di liquidi potete utilizzare nuovamente una siringa piccola, priva di ago, con la quale iniettarli lentamente in bocca [i denti ferini non combaciano completamente, ed è molto facile far passare la siringa inserendola lateralmente, ndt]. Benchè sia infrequente che il gatto respiri con la bocca, e che il liquido possa andargli di traverso, è comunque opportuno dargli il tempo di deglutire prima di iniettarne altro.

I gatti vomitano con grande facilità e senza molta pena, specie se quello che hanno inghiottito non gli piace. Controllatelo per qualche tempo dopo la somministrazione: non è improbabile che rigetti la medicina appena girato l’angolo. Qualche croccantino dopo la somministrazione dovrebbe evitare questo tipo di problema.

Applicazioni topiche

 

Se dovete pulire, medicare o applicare una medicina localmente, provate questo sistema, specialmente se il gatto è recalcitrante:

– non iniziate subito con la zona interessata. Distraete il gatto accarezzandolo dove gli piace [generalmente la testa, il collo e la zona dietro le orecchie, ndt], parlandogli dolcemente e a lungo. Avvicinatevi alla zona da trattare gradualmente, per permettergli di abituarsi alla sensazione. A seconda del temperamento e della medicazione, potrebbe volerci più o meno tempo. Raggiunta l’area da curare, mentre effettuate il trattamento se possibile distraetelo con i croccantini, e ditegli quanto è stato buono…

A meno che non si tratti di una medicazione urgente, meglio non forzare: per trattamenti da ripetersi nel tempo è molto meglio arrivare a far tollerare la cura senza costrizioni, associandola con esperienze piacevoli.

Se invece fosse necessario provvedere subito al trattamento, afferratelo per la collottola, con una certa fermezza, e spingete la testa verso il basso: il veterinario vi può mostrare la tecnica corretta. Per i casi limite, quando il gatto reagisca aggressivamente, è preferibile immobilizzarlo con un asciugamano avvolto strettamente, per impedirgli di graffiare.

FONTE: www.inseparabile.com

DA OGGI I REATI CONTRO GLI ANIMALI SI DENUNCIANO ANCHE VIA SMS


LORENZO CROCE presidente nazionale di AIDAA- “Vi spiego : Ora basta un sms per denunciare il vicino che maltratta il proprio animale domestico, segnalare contadini ed allevatori che tengono in maniera non conforme gli animali da lavoro, oppure segnalare che qualcuno detiene animali proibiti o animali non domestici in condizioni disastrose. La segnalazione potrà essere inviata con un sms che contenga una breve descrizione del tipo di maltrattamento, l’indirizzo esatto di dove questo fatto avviene e il nome del segnalatore. Grazie al nuovo sistema di controllo informatico messo a punto da AIDAA entro ventiquattrore il messaggio dopo la verifica da parte degli operatori dell’associazione sarà inoltrato alle autorità competenti o alle forze dell’ordine, saranno scartati tutti i messaggi incompleti (anche se manca solamente il nome del segnalatore).Questa che è una vera e propria rivoluzione nel settore delle segnalazioni e che per la prima volta non riguarda solamente gli animali di affezione ma anche tutti gli altri animali permetterà un accelerazione dei tempi di inoltro delle segnalazioni e delle successive fasi di intervento sia da parte delle forze dell’ordine (comprese le guardie ecozoofile) e dei vari servizi amministrativi e veterinari preposti al benessere degli animali.

GLI SMS DOVRANNO ESSERE INVIATI AL NUMERO UNICO 3403848654.

Trattandosi di un servizio operativo dati, a questo numero non si possono inoltrare le telefonate vocali. “Una volta arrivate le segnalazioni- ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale di AIDAA- queste saranno vagliate e dopo una prima verifica saranno inoltrate alle autorità competenti entro le successive 24 ore che si riducono a tre ore nei casi di maggiore gravità. Il servizio potrà anche contattare il segnalante per aver maggiori delucidazioni in merito alla segnalazione inviata alla centrale operativa elettronica. Ovviamente i primi giorni dovremo rodare il servizio ma pensiamo di ridurre a 12 ore il tempo massimo di inoltre della segnalazione entro i prossimi mesi”. Rimangono tuttavia ancora attivi il servizio di segnalazione reati via mail all’indirizzo di posta elettronica segnalazionereati@libero.it ed il servizio di segnalazioni telefoniche al numero 3926552051 al quale ci si può rivolgere anche per le truffe online avendo come oggetto della truffa gli animali.
Per info 3926552051-3478883546

Ora basta un sms per denunciare il vicino che maltratta il proprio animale domestico, segnalare contadini ed allevatori che tengono in maniera non conforme gli animali da lavoro, oppure segnalare che qualcuno detiene animali proibiti o animali non domestici in condizioni disastrose. La segnalazione potrà essere inviata da domani mattina con un sms che contenga una breve descrizione del tipo di maltrattamento, l’indirizzo esatto di dove questo fatto avviene e il nome del segnalatore. Grazie al nuovo sistema di controllo informatico messo a punto da AIDAA entro ventiquattrore il messaggio dopo la verifica da parte degli operatori dell’associazione sarà inoltrato alle autorità competenti o alle forze dell’ordine, saranno scartati tutti i messaggi incompleti (anche se manca solamente il nome del segnalatore). Questa che è una vera e propria rivoluzione nel settore delle segnalazioni e che per la prima volta non riguarda solamente gli animali di affezione ma anche tutti gli altri animali permetterà un accelerazione dei tempi di inoltro delle segnalazioni e delle successive fasi di intervento sia da parte delle forze dell’ordine (comprese le guardie ecozoofile) e dei vari servizi amministrativi e veterinari preposti al benessere degli animali. GLI SMS DOVRANNO ESSERE INVIATI AL NUMERO UNICO 3403848654. Trattandosi di un servizio operativo dati, a questo numero non si possono inoltrare le telefonate vocali. “Una volta arrivate le segnalazioni- ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale di AIDAA- queste saranno vagliate e dopo una prima verifica saranno inoltrate alle autorità competenti entro le successive 24 ore che si riducono a tre ore nei casi di maggiore gravità. Il servizio potrà anche contattare il segnalante per aver maggiori delucidazioni in merito alla segnalazione inviata alla centrale operativa elettronica. Ovviamente i primi giorni dovremo rodare il servizio ma pensiamo di ridurre a 12 ore il tempo massimo di inoltre della segnalazione entro i prossimi mesi”. Rimangono tuttavia ancora attivi il servizio di segnalazione reati via mail all’indirizzo di posta elettronica segnalazionereati@libero.it ed il servizio di segnalazioni telefoniche al numero 3926552051 al quale ci si può rivolgere anche per le truffe online avendo come oggetto della truffa gli animali. Per info 3926552051-3478883546

Come evitare di essere complici della tratta dei cuccioli dall’est

I blitz del Corpo Forestale e dei Carabinieri in vari canili d’Italia, ripresi anche dalle telecamenre di Striscia la notizia, ripropongono il tema dei cuccioli che arrivano dall’est europeo. Di seguito un breve decalogo per evitare di essere complici della tratta dei cuccioli dall’est e una riflessione generale su come talvolta questo mercato si sviluppa.Il decalogo

L’associazione Gaia Animali & Ambiente e l’Ufficio Diritti Animali della Provincia di Milano, voluto dall’assessore provinciale Pietro Mezzi, hanno stilato un decalogo per evitare di essere gabbati e, soprattutto, di essere complici di questa triste speculazione. Ecco dieci mosse.

1. Non acquistare animali a mercati, mercatini o fiere itineranti
2. Non comprare mai cagnolini o micetti di età inferiore ai tre mesi
3. Non comprare cuccioli in negozi: se si vuole assolutamente acquistarne uno, meglio rivolgersi ad un allevatore serio, riconosciuto dall’Enci (Ente Nazionale Cinofilia Italiana)
4. Insospettirsi se il prezzo del cucciolo di cane è inferiore ai 250 euro
5. Richiedere sempre di avere immediatamente il documento di acquisto
6. Non farsi allettare da un attestato internazionale
7. Richiedere la documentazione delle vaccinazioni
8. Firmare un contratto d’acquisto e leggerselo tutto
9. Sempre meglio scegliere un cagnolino di canile: al nr. verde 800.992223 dell’Ufficio Diritti Animali della Provincia si può chiedere l’indirizzo del rifugio più vicino a casa
10. Portare comunque il neoacquisto subito da un veterinario, per una bella visita

Il fatto
State per acquistare un cagnolino o una micetta? Attenzione a chi vi rivolgete, per non alimentare, inconsapevolmente, l’orribile tratta dei cuccioli dall’Est europeo. Già, perché in Italia molti negozi, alcuni sedicenti allevamenti e quasi tutte le “fiere del cucciolo” si riforniscono di cuccioli provenienti da Ungheria, Romania, Polonia e così via. Che c’è di male? Che le bestiole vengono allevate male, comprate per due soldi e ammassate a decine in camioncini senz’acqua, senza cibo, per migliaia di chilometri, dall’Est europeo fino alle nostre frontiere e oltre. Sono cuccioli di pochi giorni di vita, e muoiono come mosche.

La tratta
Come avviene questo mercato? Basta andare in una piazza di mercato di Budapest o di qualche altra città ungherese o polacca o ceca: ci sono gli importatori italiani, che arrivano con i furgoni. C’è il mediatore ungherese. Ci sono i “produttori” locali, con la “merce” da piazzare, che arrivano in trattore dalle campagne circostanti: si tratta di allevatori di pecore o contadini, che sanno ben poco di allevamento di cani, di razze, di genealogia. Men che meno di diritti degli animali… Infine c’è il veterinario ungherese (o polacco ecc.) che arriva con un tavolino, pieno di fogli e timbri. Inizia la contrattazione. I contadini esaltano la loro merce, il traduttore traduce, gli italiani abbassano il prezzo. Quanto? In genere, sui 25 Euro a “pezzo”. Per pezzo si intende un cucciolo di uno o due mesi appena strappato alle cure della mamma. Verrà rivenduto in Italia a dieci volte tanto. I documenti di espatrio, sostengono alcune associazioni animaliste che si sono occupate della vicenda, vengono fatti al momento dal veterinario, che spesso timbra libretti di vaccinazione mai fatti. Di vaccini nemmeno l’ombra. D’altronde, al veterinario non importa: tanto i cuccioli acquistati escono dal suo Paese. Conclusa la tratta, l’importatore italiano paga in contanti i contadini e il traduttore, lascia una mancia al veterinario e carica sul furgone la sua mercanzia.

Il viaggio
Poi il viaggio. Sovente un’ecatombe. Imballati come saponette, dentro cassette di cartone o di legno, ammassati, al buio, senz’acqua né cibo, i cuccioli arrivano a destinazione dopo trenta-trentacinque ore di viaggio, in condizioni igieniche talvolta drammatiche.

Le frontiere
Alla frontiera sarebbe necessario verificare che i trasportatori non violino le leggi a tutela degli animali. Che sono due. La 189/2004 contro il maltrattamento di animali e il decreto legislativo 532/92 per la protezione degli stessi durante il trasporto. “Ma i controlli e le visite alla frontiera sono quasi inesistenti”, sospirano gli amici degli animali. “Le autorità italiane si limitano a operazioni doganali di tipo cartaceo”, sostengono le associazioni. “Se un camionista mostra il certificato sanitario di un veterinario di Breslavia, i doganieri come possono controllare che non sia falso? E chi scaricherebbe un Tir che trasporta casse di birra o di legname per vedere se nasconde una cucciolata che non abbaia perché imbottita di tranquillanti?”. E poi c’è carenza di personale. Così i veterinari di frontiera, quando va bene, aprono il camion o il furgoncino, danno un’occhiata, e richiudono. Fine del controllo.

Il dolore
Ma perché si importa dall’Est? Semplice: perché, allevati in maniera approssimativa, i cuccioli costano poco. Per questo consentono un margine di utile maggiore rispetto ai cani provenienti da allevamenti nostrani. Costano di meno, anche se spesso muoiono poco dopo l’uscita dal negozio. Già, perché molti, troppi cuccioli, pochi giorni dopo l’acquisto stanno male. Sottratti con troppo anticipo -sempre sotto i tre mesi- alle cure delle proprie madri, oltre a subire condizioni stressanti di viaggio, subiscono lo stravolgimento dell’alimentazione e un vero e proprio bombardamento farmacologico. Questo bombardamento serve a fare arrivare il “prodotto” in buono stato sui mercati. “Grazie a immunizzanti, cortisonici ed altri farmaci, tra i quali uno con gammaglobuline che ritarda gli effetti di eventuali patologie in corso, i cani non muoiono quasi mai in negozio o dall’importatore”, è l’accusa dell’associazione Gaia Animali & Ambiente. “Ma una serie infinita di patologie acquisite nei Paesi di provenienza, l’assenza di vaccinazioni e di qualsivolglia credibile cura veterinaria portano la mortalità dei cuccioli fino, e oltre, il 50% dei casi. L’ultimo guaito avviene, dopo costosi trattamenti e cure, tra le braccia dello sprovveduto acquirente”. Già, spesso finito l’effetto del farmaco, al cucciolo vengono le più diverse malattie. I cani muoiono un po’ alla volta, giorno dopo giorno. E’ un’agonia straziante: tra vomito e diarrea emorragica. Ed è uno choc, perché al piccolo, nel frattempo, ci si è affezionati.

La truffa
Ma c’è anche la truffa del pedigree. I cuccioli dell’Est, spesso, vengono venduti con la promessa del fantomatico pedigree. Per gli acquirenti fortunati, il pedigree arriva dopo circa otto mesi – un anno, ma è incomprensibile. Si tratta infatti di un pezzo di carta scritto in ungherese o in polacco sul quale, per quanto ci è dato conoscere le meravigliose lingue dell’Est, potrebbe anche esserci scritto “bravo, italiano. Hai comprato un cucciolo malato con un bel pezzo di carta insignificante”. Una truffa che ricorda quella epica della “moneta romana antica” venduta ai turisti americani all’ombra del Colosseo, oppure, sempre per citare Totò, la vendita della fontana di Trevi. Qui, però, la truffa si fa sulla pelle di esseri viventi di pochi giorni di vita. Come difendersi da queste truffe e da questa speculazione? La leggerezza di come spesso acquista un animale è micidiale. Quando si compra una lavatrice si pretende almeno uno scontrino e una garanzia. Se si acquista un cucciolo in una mostra o a un mercatino, invece, non si ha nemmeno quello. Che fare, allora? Se si acquista un animale bisogna sottoscrivere un contratto. E leggere attentamente ciò che si firma. Nel caso il quattrozampe dovesse morire, e se il vizio fosse riconducibile alla vendita, bisogna comunicare entro dieci giorni con lettera raccomandata il danno subito. Poi si ha tempo un anno per adire le vie legali.

Il documento di vendita
Il documento di vendita, insomma, va sempre richiesto a qualsiasi rivenditore. Dall’allevatore al negoziante. Questo documento serve ad attestare la provenienza del cucciolo. In Italia un cucciolo di due o tre mesi non può ancora avere il pedigree, ma il negoziante è tenuto a certificare la sua fonte d’acquisto. Il documento deve poi attestare il fatto che il cucciolo sia regolarmente iscritto a un albero genealogico. Il documento, infine, deve fornire una garanzia sanitaria di almeno venti giorni contro l’eventuale insorgenza di cimurro, epatite, leptospirosi e parvovirosi. Queste micidiali malattie virali hanno infatti un periodo di incubazione piuttosto lungo: da 15 a 20 giorni. Un cucciolo che abbia contratto una di queste malattie potrebbe apparire sanissimo al momento dell’acquisto, ma ammalarsi e morire nel giro di poche settimane. Contro tutte queste malattie esistono vaccini perfettamente funzionali, e se il cucciolo viene allevato in modo corretto e vaccinato all’età giusta non contrarrà mai queste gravi patologie: quindi un rivenditore onesto, conscio che il piccolo è stato regolarmente vaccinato, non farà mai obiezioni di fronte a questa richiesta. Non accettate scuse o alibi: non ne esistono. Ma, per non cadere in truffe o essere complici di speculazioni, ci sono anche altre soluzioni. L’Ufficio Diritti Animali della Provincia di Milano consiglia di non acquistare animali. Un essere vivente non si compera come un paio di braghe. La vita non si commercia. Meglio, molto meglio prendere Fido o Micio in un rifugio (per sapere dov’è quello più vicino a casa basta comporre il nr verde gratuito 800.9992223 dell’UDA provinciale). Ce ne sono di tutti i gusti e tipi. Anche di razza.

di Edgar Meyer

FONTE: www.gaiaitalia.it