STOP….. ai combattimenti clandestini tra i cani

combattimenti
Cuccioli tirati su con brutalità e violenza, cani rapiti dalle abitazioni private per fare da “allenamento”, la bestialità umana non conosce limiti!
Più vicini di quanto credi, i ring di combattimento clandestino nascono e spariscono nel giro di poche ore. Pinete, boschi, case al mare… ogni luogo è buono per mettere su questo aberrante spettacolo. E non stiamo parlando di luoghi lontani o sconosciuti, perché NON E’ solo nel profondo SUD dove si credono relegati tutti gli orrori del mondo, che si svolgono queste gare ma spesso sul LITORALE ROMANO, ai Castelli (Rocca Priora) e nel NORD ITALIA (basti pensare a dove passano il confine i cani che provengono dall’est)…
OGNI CANE PUO’ ESSERE CARNE DA MACELLO PER QUESTE BESTIE!
NOI ABBIAMO IL DOVERE DI PROTEGGERE OGNI ESSERE VIVENTE DA QUESTO ORRORE!
NON FATE NASCERE CUCCIOLATE RANDAGIE O CASALINGHE (tanto non potrete mai sapere che fine fanno tutti i cuccioli)!
NON DATE CANI IN ADOZIONE SENZA CHIP E DOCUMENTI RINTRACCIABILI, NON LASCIATE I CANI SOLI DI NOTTE E IN GIARDINO, O IN MACCHINA!
NON MANDATELI IN GIRO DA SOLI PERCHE’ “DEVONO SEGUIRE IL LORO ISTINTO”…
MA SOPRATTUTTO NON CHIUDETE GLI OCCHI SE VEDETE QUALCOSA DI TUTTO QUESTO….
http://www.iltempo.it/2006/12/17/cani-rapiti-per-i-combattimenti-clandestini-1.504701
http://www.arcadirita.org/?page_id=4296
http://www.iltempo.it/cronache/2014/02/16/scommesse-e-incontri-tra-cani-ecco-i-combattimenti-sanguinari-1.1219908

 

TRASPORTO ANIMALI VIVI… FATE COME ME!

Questa riflessione ci è stata inviata da un caro amico che collabora spesso con l’Arca di Rita, i cui valori sono sicuramente in sintonia con i nostri e con tutti quelli che non possono e non vogliono rimanere indifferenti davanti alla sorte dei tantissimi animali da macello destinati alle nostre tavole, che oltre a subire una morte infame non vengono trattati con dignità neanche per quel poco di vita che gli è permesso di fare.

Di ritorno dalle staffette in giro per il Nord Italia, non manca giorno che incontri i cosiddetti “camion della morte”, i trasporti crudeli delle povere anime che vanno al sacrificio in nome della “fettina” o del cosciotto “cotto al punto giusto” con le patate.

Sono camion lugubri, tristi e che fanno velare gli occhi di quanti sono sensibili alla vita di queste povere creature, allevate solo per il piacere della gola e di qualche chef da strapazzo da 4/5 “stelle“ sul Gambero Rosso.

Ora, e vengo al punto, dato che non è possibile bucare le gomme a questi camion, soprattutto se sono in movimento, e dato che al 101%  non sono MAI in regola con le leggi del trasporto degli animali vivi, io non faccio altro che chiamare la Polizia (113 ), mi faccio passare la Stradale ed espongo i miei fondati dubbi sulla regolarità del trasporto, fornendo targa, colore e tipo di veicolo incontrato sulla strada all’altezza di Firenze, Bologna, Genova o altro…

È poca cosa in confronto a quello che realmente vorrei fare (ma che non posso scrivere ), ma la soddisfazione di vedere in diretta l’alt della polstrada (mi è capitato!) a questi maledetti veicoli è stata, e sarà sempre davvero grande.

Siamo in tanti, moltiplicate questa mia e-mail, daremo fastidio e contemporaneamente faremo osservare le regole e la legge a questi trasportatori/allevatori che molto spesso si credono al di sopra di tutto, perché si sa come la pensano… “ tanto sono solo degli animali destinati al macello !”.

Carlo

8 maggio: anche ROMA si mobilita contro Green Hill

Si sono incontrati in una delle piazze più belle di Roma, di fronte al Pantheon, e a pochi passi dal Parlamento, per protestare contro le nuove norme che il governo vorrebbe approvare a favore della VIVISEZIONE e che accrescerebbero le già terribili sofferenze inflitte ogni anno a milioni di creature viventi.

Il popolo degli animalisti si è incontrato per gridare il proprio sdegno di fronte alla vergognosa pratica della SPERIMENTAZIONE ANIMALE!!!

Contemporaneamente riuniti in varie città d’Italia migliaia di persone hanno gridato NO!!!

BASTA GREEN HILL!!!

BASTA VIVISEZIONE!!!

Tra i momenti principali che hanno emozionato le persone presenti nella piazza della Rotonda a Roma, c’è stata la testimonianza diretta di una delle donne arrestate a Green Hill per aver sottratto alcuni cuccioli di Beagle destinati ai laboratori della morte.

La cosa che più ci ha colpito di lei, come lei stessa ha affermato, è che è una persona normalissima, che condivide sì la passione per gli animali ma che non fa l’attivista.

Una persona come tanti che trovatasi di fronte ad una scelta morale ha fatto la scelta che riteneva più giusta, consapevole delle conseguenze e disposta ad affrontarle!

Forse se metà delle persone che governano il nostro paese avesse altrettanto coraggio e altrettanta onestà morale non ci troveremmo nella situazione in cui ci troviamo adesso!

 

 

INSERTI DI PELLICCIA:il lato oscuro della moda

COME RICONOSCERE LA PELLICCIA ECOLOGICA:L’inverno è ormai alle porte e come ogni anno
porta con sé il suo terribile carico di sofferenza:
le pellicce. Tramontata l’idea della pelliccia
come status symbol, ormai considerata demodè,
il settore è risorto dalle proprie ceneri
lanciando la moda degli inserti applicati a
colletti, polsini e cappucci di giacche e cappotti.Il mercato non chiede capi di abbigliamento
con inserti di pelliccia vera, ma è la moda a
promuovere questi prodotti. Spesso il consumatore
si trova in condizione di non poter
scegliere liberamente, secondo il proprio gusto
e le personali convinzioni etiche. Sebbene
dia meno nell’occhio l’inserto di pelliccia su
un giubbotto rispetto alla pelliccia intera,
questa moda non miete meno vittime. Il trattamento
riservato agli animali è molto crudele.
Forse non tutti sanno che in Cina visoni,
procioni, volpi, cani e gatti vengono barbaramente
scuoiati vivi senza essere preventivamente
storditi. Le loro pellicce diventano inserti
su giacche, cappotti e borse esposti a poco
prezzo sulle bancarelle dei mercati e nei grandi
magazzini. La situazione degli allevamenti europei non è migliore. Lo ha rivelato
un’investigazione sotto copertura presentata
a Milano lo scorso 26 febbraio da Animal
Defenders International (ADI) e dal network
animalista AgireOra. “Sono stati visitati 30
allevamenti finlandesi – spiega Marina Berati,
presidente di AgireOra Network – gli animali
sono allevati in condizioni atroci e soffrono
terribilmente. Il reportage mostra ferite aperte,
infette e non curate, occhi malati o mancanti,
code strappate a morsi, zampe deformate e
ferite. Spesso le gabbie sono danneggiate e
pericolose, i cuccioli rischiano di rimanere
con le zampe intrappolate nella rete metallica.
Le ciotole per l’acqua sono vuote, sporche e
rotte. Anche in Italia esistono allevamenti
intensivi con gabbie troppo piccole, fabbricate
con reti metalliche”. Continua la Berati: “nel
nostro paese gli animali vengono uccisi principalmente
con il gas, l’elettrocuzione attraverso
l’ano e la bocca o mediante la rottura
del collo. Purtroppo si tratta di metodi legali
perché sono previsti dal decreto legislativo
333/1998. I consumatori non devono acquistare
ciò che propone la moda, devono assolutamente
evitare di comprare capi con inserti
di pelliccia”. Gli allevamenti in Europa sono
circa 6 mila, soprattutto in Danimarca, Finlandia,
Olanda e Svezia. Gli animali allevati sono
visoni, volpi, cincillà, procioni e conigli. Milioni
di animali, inoltre, vengono catturati in natura
tramite trappole. Restano in agonia per giorni
in attesa che il cacciatore li uccida. Ogni anno
oltre 50 milioni di animali sono vittime della
moda. Da tempo i gruppi animalisti si battono
contro questo mercato di sofferenza e parte
del mondo della moda non è rimasto indifferente.
Celebri top model hanno dichiarato
espressamente la loro contrarietà all’uso di
pellicce e hanno supportato il lavoro di investigazione
di Animal Defenders International
(ADI). Anche grandi magazzini e catene di supermercati nel corso degli anni hanno fatto
proprie politiche fur-free. Alberto Lupi, socio
di una ditta torinese che produce pellicce
ecologiche, conferma questa tendenza:
“produciamo linee nostre e per un noto stilista,
inoltre forniamo pellicce ecologiche ad alcuni
grandi magazzini, oltre a vendere al dettaglio.
I consumatori sono sempre più interessati a
pellicce che non imitano quelle di animali;
sono più vivaci e originali sia per i colori che
per i modelli. Il tessuto della pelliccia ecologica
è composto da cotone e modacrilico. Ha lo
stesso isolamento termico della pelliccia di
animale e pesa meno”. I gruppi animalisti
denunciano che spesso le pellicce vengono
stinte e colorate in modo da non sembrare
vere. Lo scopo è quello di conquistare anche
i consumatori che non entrerebbero mai in
una pellicceria. Come riconoscere allora la
pelliccia vera da quella ecologica? Il problema
si pone di fronte ad etichette difficili da interpretare,
perchè poco chiare e vaghe, o addirittura false. “Sebbene il più delle volte si
possa cogliere la differenza al tatto – spiega
Lupi – la pelliccia ecologica ha una caratteristica
che la distingue senza ombra di dubbio:
il pelo è applicato ad una tela di cotone.
Quindi è sufficiente controllare se tra il pelo
e dietro l’inserto c’è la tela di cotone per essere
sicuri dell’acquisto”. “E’ importantissimo accertarsi
che gli inserti non siano di pelliccia
vera – conclude Marina Berati – nel dubbio è
sicuramente meglio evitare di acquistare il
capo di abbigliamento o l’accessorio”.
Elenco dei grandi magazzini e delle marche
che hanno adottato una politica fur-free
http://www.campagnaaip.net/risultati.html
Video sulle modalità di uccisione in Cina
http://www.nonlosapevo.com
Video “Bloody Harvest. The Real Cost of Fur”
investigazione Animal Defenders International
(ADI)
http://www.tvanimalista.info/video/animali/al
levamenti-pellicce
Per informazioni dettagliate si può consultare
il dossier approfondito al sito
http://www.tvanimalista.info/site_media/dow
nload/allevamenti-pellicce-dossier-adi.pdf
Per informazioni sull’investigazione 2009 –
2010 in 40 allevamenti svedesi e per inviare
una lettera ai consolati presenti in Italia per
chiedere la chiusura di tutti gli allevamenti di
visone in Svezia
http://www.campagnaaip.net/notizie/notizia370.html

LINK INTERESSANTI E UTILIElenco dei grandi magazzini e delle marche
che hanno adottato una politica fur-free
http://www.campagnaaip.net/risultati.html
Video sulle modalità di uccisione in Cina
http://www.nonlosapevo.com
Video “Bloody Harvest. The Real Cost of Fur”
investigazione Animal Defenders International
(ADI)
http://www.tvanimalista.info/video/animali/al
levamenti-pellicce
Per informazioni dettagliate si può consultare
il dossier approfondito al sito
http://www.tvanimalista.info/site_media/dow
nload/allevamenti-pellicce-dossier-adi.pdf
Per informazioni sull’investigazione 2009 –
2010 in 40 allevamenti svedesi e per inviare
una lettera ai consolati presenti in Italia per
chiedere la chiusura di tutti gli allevamenti di
visone in Svezia
http://www.campagnaaip.net/notizie/notizia370.html

VIVISEZIONE : QUESTA SETTIMANA AL SENATO COMINCIA LA BATTAGLIA.CHI NON SI ATTIVA SARA’ RESPONSABILE DI UNA LEGGE CAPESTRO !

pubblicata da Comitato Nazionale Ugda il giorno domenica 18 marzo 2012 alle ore 18.31 ·

DA QUESTO LINK SI INVIA DIRETTAMENTE A TUTTI I SENATORI, BASTA SOLO COMPILARE E INVIARE.
www.podbete.fr/vivi/sena/vivisezione.html

N.B. CONDIVIDETE DENTRO LA NOTA, PER FAVORE, INVIANDO LE MAIL A SPEZZONI !

SAREBBE ANCHE UTILISSIMO CHE OGNUNO DI NOI FACESSE PASSAPAROLA AI PROPRI AMICI FB CON UN INVIO DI MAIL COLLETTIVE. IL TEMPO STRINGE E DOBBIAMO INONDARE IL WEB !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!GRAZIE DI CUORE !

 

Carissimi amici,

 

MAI COME ORA NECESSITA LA MOBILIAZIONE GENERALE: MARTEDI’ COMINCIA LA BATTAGLIA IN COMMISSIONE AL SENATO SUL RECEPIMENTO DELLA LEGGE EUROPEA SULLA VIVISEZIONE APPROVATA ANCHE GRAZIE ALL’IMPERDONABILE RESPONSABILITA’ DI TANTI EUROPARLAMENTARI ITALIANI !

 

DOPO MARTEDI’ POTREBBE ESSERE TROPPO TARDI ! ! ! PERCIO’ NON BASTA UNA SOLA CONDIVISIONE QUESTA VOLTA, DOBBIAMO IMPEGNARCI AL MASSIMO E INONDARE IL WEB ! ! !

 

La mozione che è stata proposta a approvata alla Camera è una BARZELLETTA ! Vietare solo l’allevamento di cani , gatti e primati destinati alla vivsezione di fatto non cambia nulla perchè… basta importarli ! ! ! ! !

 

Dopo il grandissimo successo della mozione approvata dalla Provincia di Monza e Brianza grazie soprattutto al consigliere Paola Gregato, che ha accolto la nostra la nostra proposta, ABBIAMO AVUTO CONFERMA ANCHE DA UN SENATORE CHE SE NE FARA’ CARICO. APPENA AVREMO IL SUO TESTO UFFICIALE LO DIFFONDEREMO CON IL NOME DEL PARLAMENTARE !

 

Siamo propensi a credere che al Senato lo scontro sarà durissimo per i vari interessi contrari PERCIO’ FACCIAMOCI SENTIRE ! ! ! ABBANDONIAMO PER UN PAIO DI GIORNI TUTTO IL RESTO E CONDIVIDIAMO A TAPPETO QUESTA NOTA COME ABBIAMO FATTO PER QUELLA DEI CANILI LAGER CHE HA AVUTO IL RECORD  DI QUASI 1200 CONDIVISIONI !

 

 

I NUMERI VERRANNO PORTATI AL SENATORE PERCHE’ LI MOSTRI ALLA COMMISSIONE ! ! !

 

POI SCRIVIAMO ANCHE A TUTTI I SENATORI DI CUI FORNIAMO SOTTO L’INDIRIZZO: POCO IMPORTA CHE NON SIANO SOLO QUELLI DELLA COMMISSIONE…

 

CON QUESTO SISTEMA SUGGERITO DA LAURA MATTEI, CHE RINGRAZAIMO DI CUORE, C’ E’  POSSIBILITA’ DI INVIO AUTOMATICO DELLA LETTERA A TUTTI I SENATORI SENZA FARE COPIA INCOLLA!!!

 

 

http://www.podbete.fr/vivi/sena/vivisezione.html

 

OPPURE QUESTO E’ IL SISTEMA TRADIZIONALE 

 

OGGETTO : IO VOTERO’ CONTRO CHIUNQUE APPOGGI LA VIVISEZIONE !

 

Onorevoli Senatori,

 

 

noi milioni di cittadini italiani che amiamo gli animali e che abbiamo dei diritti (come recita anche un’importantissima sentenza   “il sentimento per gli animali costituisce un valore e un interesse sancito dalla Costituzione ”) chiediamo a gran voce che anche i diritti naturali degli animali vengano rispettati con misure molto più restrittive per il recepimento della legge scandalo europea sulla vivisezione !

Chiediamo che qualsiasi emendamento  migliorativo rispetto a quello approvato dalla Camera dei Deputati, che non ha convinto nessuno in quanto è solo populismo e un regalo alle lobbies farmaceutiche perchè  di fatto non cambia nulla, venga approvato senza essere snaturato !

Siamo cittadini che votano e pagano le tasse e siamo pronti a far circolare il nome di tutti i senatori, con relativo partito, che decidessero di ignorare i nostri diritti e quelli degli animali in spregio del popolo sovrano. Ce ne ricorderemo alle prossime  elezioni !

 

 

Distinti saluti

(firma…..)

 

 

FORZA ! ! ! ! ! SOLLEVIAMO UN POLVERONE MAI VISTO VIRIBUS UNITIS ! ! ! ! ! !

 

ECCO GLI INDIRIZZI EMAIL DEI SENATORI DELLA COMMISSIONE

 

 

infopoint@senato.it,

santini_g@posta.senato.it,

pedica_s@posta.senato.it,

boldi_r@posta.senato.it,

sibilia_c@posta.senato.it,

digiovanpaolo_r@posta.senato.it,

adamo_m@posta.senato.it,

adamo_m@posta.senato.it,

bornacin_g@posta.senato.it,

boscetto_g@posta.senato.it,

castro_m@posta.senato.it,

dambrosio_g@posta.senato.it,

deeccher_c@posta.senato.it,

delvecchio_m@posta.senato.it,

divina_s@posta.senato.it,

fantetti_r@posta.senato.it,

fleres_s@posta.senato.it,

fontana_c@posta.senato.it,

germontani_m@posta.senato.it,

licastroscardino_s@posta.senato.it,

nessa_p@posta.senato.it,

pegorer_c@posta.senato.it,

pinzger_m@posta.senato.it,

sircana_s@posta.senato.it,

soliani_a@posta.senato.it,

tomaselli_s@posta.senato.it,

 

 

E TUTTI GLI ALTRI

 

adamo_m@posta.senato.it,

adamo_m@posta.senato.it,

adragna_b@posta.senato.it,

agostini_m@posta.senato.it,

alberticasellati_m@posta.senato.it,

alicata_b@posta.senato.it,

allegrini_l@posta.senato.it,

amati_s@posta.senato.it,

amato_p@posta.senato.it,

amoruso_f@posta.senato.it,

andria_a@posta.senato.it,

antezza_m@posta.senato.it,

armato_t@posta.senato.it,

asciutti_f@posta.senato.it,

astore_g@posta.senato.it,

augello_a@posta.senato.it,

azzollini_a@posta.senato.it,

 

baiodossi_e@posta.senato.it,

balboni_a@posta.senato.it,

baldassarri_m@posta.senato.it,

baldini_m@posta.senato.it,

barbolini_g@posta.senato.it,

barelli_p@posta.senato.it,

bassoli_f@posta.senato.it,

bastico_m@posta.senato.it,

battaglia_a@posta.senato.it,

belisario_f@posta.senato.it,

benedettivalentini_d@posta.senato.it,

berselli_f@posta.senato.it,

bertuzzi_m@posta.senato.it,

bettamio_g@posta.senato.it,

bevilacqua_f@posta.senato.it,

bianchi_d@posta.senato.it,

bianco_v@posta.senato.it,

bianconi_l@posta.senato.it,

biondelli_f@posta.senato.it,

blazina_t@posta.senato.it,

bodega_l@posta.senato.it,

boldi_r@posta.senato.it,

bondi_s@posta.senato.it,

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bonino_e@posta.senato.it,

bornacin_g@posta.senato.it,

boscetto_g@posta.senato.it,

bosone_d@posta.senato.it,

bricolo_f@posta.senato.it,

bruno_f@posta.senato.it,

bubbico_f@posta.senato.it,

bugnano_p@posta.senato.it,

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UOVA E SALUTE

Le uova sono buone. Le uova fanno bene. Vi sono mille ricette per cucinare con questo semplice alimento dalle elevate qualità nutrizionali.
Non tutti possono o vogliono farne a meno, ma, quando le acquistiamo, sappiamo da dove arrivano? Sappiamo se la nostra “adorata” gallina è stata trattata bene? Se ha respirato aria pura, se ha mai visto un raggio di sole e se ha mangiato sano?
Alcune galline vengono maltrattate, chiuse in gabbie piccolissime senza possibilità di muoversi, di camminare, di vivere.
Ad alcune crescono troppo le unghie (non riuscendo a tagliarsele stando in una scatoletta di ferro) e s’impigliano con la grata della gabbia, rimanendo così incastrate. Altre impazziscono e diventano aggressive (beh… vorrei ben vedere, ne hanno tutto il diritto!).
Possiamo chiudere questi bunker d’allevamento? No, noi no… ma il mercato si! Come fare? Vediamo subito di spiegarlo:
Per legge le uova devono avere, sia sulla confezione (non sempre) che sul guscio, un codice. Facciamo un esempio. Se sul vostro uovo trovate il seguente codice:
3 IT 001 VR 0XX
il primo numero (quello che più c’interessa) indica il tipo di allevamento:
o   “0”Produzione biologica (accesso quotidiano all’esterno, spazio di almeno 2,5 metri quadrati per gallina, nidi, trespoli, lettiere, un massimo di dodici galline per metro quadrato al coperto, mangime biologico)
o   “1”All’aperto (accesso quotidiano all’aperto, spazio di almeno 2,5 metri quadrati per gallina, nidi, trespoli, lettiere, un massimo di dodici galline per metro quadrato al coperto)
o   “2”A terra (allevamento a terra senza gabbie ma in capannoni chiusi senza accesso all’esterno, un massimo di dodici galline per metro quadrato, nidi, trespoli, lettiere)
o   “3”In gabbia (allevamento intensivo in batteria, quattro o cinque galline per gabbia, spazio inferiore ad un foglio di carta A4, assenza di nidi, trespoli e lettiere, impossibilità di soddisfare comportamenti naturali, luce artificiale forzata e taglio del becco per evitare il cannibalismo)
IT – paese di produzione delle uova
001 – comune di allevamento
VR – provincia di appartenenza
0XX – allevamento di deposizione
Quante conseguenze scaturiscono da un semplice gesto quotidiano. Un codice, un numero, che pochi guardano quando acquistano, può determinare una serie di eventi a catena: il diffondersi o meno del modello d’allevamento più giusto, più sano e più “naturale”.
Cerchiamo dunque le uova del primo o del secono tipo.
Primo: è vero, purtroppo il 90 (se non il 99) per cento dei supermercati e negozi vendono uova di tipologia 3, ossia “made in bunker” ma…
pian piano, facendolo presente ai gestori sprovvisti, possiamo invogliare i commercianti a fornirsi di altre tipologie.
Secondo: è vero, le biologiche (tipologia 0) costano 30, 40, 50 centesimi in più ma…
non spendiamo forse cifre maggiori per altri prodotti superflui?
Terzo: è più sano e salutare un uovo fatto da ua gallina che vive in mezzo alla natura o quello fatto da una gallina che vive al chiuso, schiacciata in mezzo ad altre “sorelle di sventura” e con luce artificiale perenne?
Dopodiché non è forse preferibile pensare a questo povero animale libero, in mezzo al verde, che cammina, corre e si nutre in modo naturale?