La Piometra

La Piometra è letteralmente l’infezione purulenta dell’utero. In un animale femmina “intero”, cioè non ovarioisterectomizzato, l’utero si può rappresentare con adeguata approssimazione come un sacchetto dotato di due lunghe “corna”, posto nella zona ventro-caudale dell’addome. Quando l’animale non è gravido l’utero è dotato di una cavità quasi “virtuale” e le pareti praticamente si toccano tra loro; in queste circostanze non è palpabile dall’esterno, non è visualizzabile in radiografia ed è difficilmente visibile anche in ecografia.

COS’E’

Quando si ha la piometra l’utero si trasforma letteralmente in una “sacca di pus”, a questo punto ci sono due possibilità: in un caso il pus trova uno sbocco esterno attraverso la cervice uterina aperta e la vagina e quindi fuoriesce appunto all’esterno (si parla in questo caso di “piometra aperta”); nell’altro caso la cervice uterina resta chiusa e il pus rimane chiuso all’interno dell’utero (si parla in questo caso di “piometra chiusa”).
La piometra di solito (ma non è una regola fissa) si presenta in animali adulti, molto spesso a distanza di circa due mesi dal calore – ma come al solito non è una regola ferrea – nella fase del ciclo cosiddetta “diestrale” (quella caratterizzata dall’aumento del progesterone). Tra i fattori scatenanti dell’infezione c’è appunto la stimolazione ormonale cronica sull’utero, data dalla successione nel tempo di diversi cicli estrali ( come avviene normalmente nelle femmine non sterilizzate); questa stimolazione ormonale in alcuni casi modifica la mucosa uterina tanto da renderla più suscettibile all’azione di quei batteri che normalmente sono presenti nell’utero subito dopo il calore. Anche la somministrazione di estrogeni da parte del proprietario o del veterinario per prevenire indesiderate gravidanze rappresenta un fattore predisponente allo sviluppo di questa infezione (uno dei motivi per cui nel nostro ambulatorio consigliamo l’intervento chirurgico di ovarioisterectomia piuttosto che la somministrazione di farmaci). Anche la ritenzione uterina di feti morti (evenienza di cui un proprietario può anche non accorgersi se la morte avviene in una fase abbastanza precoce della gravidanza o se il numero dei feti non è stato identificato prima del parto) può rappresentare una causa di infezione uterina.
La piometra è un’infezione grave, potenzialmente mortale se non diagnosticata e trattata tempestivamente.

SINTOMI E DIAGNOSI

La diagnosi della forma aperta è ovviamente più agevole. È lo stesso proprietario che spesso si accorge dello scolo vulvare, che ha aspetto da siero-emorragico tendenzialmente limpido o appena viscoso a francamente purulento, denso, biancastro o più o meno rosato e di odore spesso fetido.
Quando il pus trova uno sfogo all’esterno, la piometra tende ad essere meno aggressiva e questo, associato spesso ad una diagnosi e ad una terapia più precoce, rende la prognosi più favorevole.
Altro discorso è per la piometra chiusa, infezione spesso subdola e più difficile da diagnosticare.
Il proprietario può notare che il suo animale mangia meno, si stanca più facilmente, a volte manifesta vomito e dolore o distensione addominale. Quasi sempre si presentano poliuria (cioè aumento della produzione di urine), e/o polidipsia (aumento della sete e quindi della quantità di acqua consumata giornalmente). La comparsa dei sintomi o il loro riconoscimento da parte del proprietario possono purtroppo essere tardivi e questo può complicare diagnosi e prognosi.

Una visita precoce dal veterinario può letteralmente salvare la vita al cane: una visita clinica completa, compresa una delicata palpazione dell’addome (troppa energia può causare la rottura dell’utero e una gravissima peritonite conseguente), eventuali esami del sangue (che possono evidenziare, oltre all’infezione, anche alterazioni della funzionalità di alcuni organi, come fegato e reni, spesso legate alla piometra come conseguenza e della disidratazione e della disseminazione di batteri e tossine dall’utero al resto dell’organismo) radiografie dell’addome ed ecografia (esame diagnostico d’elezione nella diagnosi di questa patologia) possono consentire una rapida diagnosi e una rapida terapia.
Se il proprietario invece non si accorge di questi sintomi o non da loro il giusto peso, l’infezione può progredire e l’animale può morire per una grave setticemia (complicazione della sola piometra o della peritonite che può insorgere se l’utero pieno di pus si rompe e si apre nell’addome).

TERAPIA

La terapia della piometra può essere farmacologica o chirurgica. I farmaci utilizzati sono ovviamente antibiotici, ma anche alcune sostanze che favoriscono le contrazioni dell’utero facilitando quindi la fuoriuscita del materiale all’esterno. La chirurgia invece consiste nell’asportazione dell’utero (e spesso delle ovaie laddove siano ancora presenti).
Nel nostro ambulatorio preferiamo la soluzione chirurgica per un paio di ragioni.
Primo perché siamo sicure della corretta risoluzione del problema, mentre la sola terapia antibiotica non garantisce la risoluzione completa dell’infezione e la stimolazione della contrattilità dell’utero qualora questo sia pieno di pus non è esente da rischi come la rottura dell’utero stesso o la fuoriuscita del pus in addome dalle tube di falloppio ( con conseguente grave peritonite purulenta). Secondo perché spesso un animale che ha risolto farmacologicamente una piometra, ha grosse probabilità di andare incontro alla stessa patologia al successivo calore e non necessariamente la diagnosi sarà ancora sufficientemente tempestiva.
Quindi se il vostro animale è intero (e non necessariamente anziano, perché la piometra, benché più raramente, può presentarsi anche in animali giovani) e manifesta qualcuno o tutti i sintomi sopra descritti, o magari non ha chiari sintomi e voi avete solo qualche dubbio, il mio consiglio è di portarlo prima possibile dal vostro veterinario; se non è niente di grave gli avrete fatto fare comunque un controllo, ma se ha una piometra probabilmente gli garantirete un trattamento tempestivo e una prognosi forse più favorevole.

N.d.a. Per semplificare la discussione non ho parlato della “piometra del moncone”, l’infezione purulenta del moncone uterino lasciato in sede dopo la sterilizzazione. È un’evenienza piuttosto rara, ma se dopo la sterilizzazione resta in sede anche parte del corpo uterino oltre alla cervice, questo tessuto, (soprattutto se è rimasto in sede anche del tessuto ovarico funzionante) può andare incontro ad infezione. La patologia, del tutto sovrapponibile alla piometra classica, può essere di difficile diagnosi proprio perchè tendenzialmente più rara.

FONTE: www.veterinariagiustiniana.com

STERILIZZAZIONE cos’è per noi…

L‘Arca di Rita, associazione animalista onlus, da sempre combatte la piaga del randagismo e dell’abbandono degli animali domestici e si adopera per la salvaguardia della salute animale.

Dopo anni di esperienza sul campo, l’Arca di Rita, è fermamente convinta che l’arma migliore per proteggere i nostri amici animali sia la PREVENZIONE e quindi la STERILIZZAZIONE, teoria ormai condivisa dalla maggior parte dei medici veterinari.

E’ importante sapere che molti dei i randagi in giro per le nostre strade non sono altro che animali domestici scappati in seguito ad un irresistibile richiamo naturale: l’accoppiamento.

Sprovveduti, spauriti, incapaci di procurarsi il cibo o di attraversare una strada… quanti crediate che sopravvivano?
Le cifre parlano chiaro…

l’80% MUORE!

E di tutti gli altri, quanti crediate finiscano nei canili senza più ritrovare l’amato padrone?
E le decine di cuccioli nati dai molteplici accoppiamenti che nella maggior parte dei casi non sopravviveranno o peggio ancora vivranno reietti ai margini cittadini o rinchiusi in un box? Quanti pensate trovino adozione?
Quanti credete che sopravvivano alle macchine, alla fame, al freddo, alle malattie, ai parassiti, alla cattiveria umana?

Sapete perché?

Perché la maggior parte della gente pensa che sterilizzare un animale sia CONTRO NATURA!
Quando è proprio la natura a dire il contrario dandoci ancora una volta una grande lezione di saggezza!
Nei branchi di lupi, considerati a tutti gli effetti i progenitori del cane, con un patrimonio genetico praticamente identico e una struttura sociale molto simile, SOLTANTO la COPPIA ALFA si ACCOPPIA e PROCREA. Il resto del branco accudisce e protegge i cuccioli insieme ai genitori, senza per questo riportare traumi psicologici o disturbi fisici ma anzi permettendo il proseguimento della specie in modo equilibrato e sicuro…

QUESTO INSEGNA LA NATURA!

Ma l’uomo con una sua distorta visione di ciò che è etico e morale impone le sue convinzioni anche laddove secoli di sopravvivenza della specie ci mostrano il contrario…

Le conseguenze?

Oltre ad un gran numero di randagi, nei nostri cari e amati animali domestici che si rimettono completamente a noi per quello che riguarda la loro vita (salute, amore, felicità) la non sterilizzazione provoca nel corso degli anni notevoli disagi e gravi malattie.

Nelle femmine, sono frequenti gravidanze isteriche con forti sbalzi ormonali e conseguenti mastiti provocate dal rigonfiamento delle mammelle, più i numerosi effetti collaterali per l’assunzione di farmaci per fargli ritirare il latte che comunque si forma ad ogni presunta gravidanza.
Andando avanti con gli anni aumenta la probabilità di tumori alle mammelle, alle ovaie e all’utero.

I maschi predisposti ad accoppiarsi in qualunque giorno dell’anno, durante il periodo del calore femminile, sono sottoposti a forti sbalzi ormonali e spesso scappano mettendo in pericolo la loro vita e provocando incidenti.
Anche per loro con gli anni aumenta il rischio di tumori alla prostata e agli organi riproduttivi.

Nei gatti con la possibilità di accedere a spazi esterni, la sterilizzazione, non solo impedirà accoppiamenti che produrranno un notevole incremento di randagi, ma li proteggerà da infezioni e malattie virali come la FIV (compromissione del sistema immunitario, esattamente come l’AIDS nell’uomo) e la FeLV (detta anche leucemia felina).
Queste malattie spesso si trasmettono con la lotta per l’accoppiamento con altri gatti già malati.
Sterilizzando un animale, maschio o femmina, entro il primo calore si riduce di più del 90% la possibilità che contragga un tumore legato agli apparati riproduttivi. Più si va avanti con gli anni più questa percentuale si abbassa.

Le vecchie convinzioni che affermano sia meglio far fare una cucciolata alla femmina prima di farla sterilizzare, che cambi umore o si ingrassi, sono legate a superate credenze popolari, non suffragate da nessun medico veterinario aggiornato.

Noi siamo responsabili dei nostri fedeli amici,

noi dobbiamo riflettere su quale sia veramente il loro bene,

per rispetto nei loro confronti.

IO NON LO STERILIZZO… TANTO CHE FA?

E’ importante sapere che molti dei i randagi in giro per le nostre strade non sono altro che animali domestici scappati in seguito ad un irresistibile richiamo naturale: l’accoppiamento.
Sprovveduti, spauriti, incapaci di procurarsi il cibo o di attraversare una strada… quanti crediate che sopravvivano?

Le cifre parlano chiaro…

l’80% MUORE!

E di tutti gli altri, quanti crediate finiscano nei canili senza più ritrovare l’amato padrone?
E le decine di cuccioli nati dai molteplici accoppiamenti che nella maggior parte dei casi non sopravviveranno o peggio ancora vivranno reietti ai margini cittadini o rinchiusi in un box?
Quanti pensate trovino adozione?
Quanti credete che sopravvivano alle macchine, alla fame, al freddo, alle malattie, ai parassiti, alla cattiveria umana?

Sapete perché?

Perché la maggior parte della gente pensa che sterilizzare un animale sia CONTRO NATURA!
Quando è proprio la natura a dire il contrario dandoci ancora una volta una grande lezione di saggezza!

Nei branchi di lupi, considerati a tutti gli effetti i progenitori del cane, con un patrimonio genetico praticamente identico e una struttura sociale molto simile, SOLTANTO la COPPIA ALFA si ACCOPPIA e PROCREA. Il resto del branco accudisce e protegge i cuccioli insieme ai genitori, senza per questo riportare traumi psicologici o disturbi fisici ma anzi permettendo il proseguimento della specie in modo equilibrato e sicuro…

QUESTO INSEGNA LA NATURA!

Ma l’uomo con una sua distorta visione di ciò che è etico e morale impone le sue convinzioni anche laddove secoli di sopravvivenza della specie ci mostrano il contrario…

Le conseguenze?

Oltre ad un gran numero di randagi, nei nostri cari e amati animali domestici che si rimettono completamente a noi per quello che riguarda la loro vita (salute, amore, felicità) la non sterilizzazione provoca nel corso degli anni notevoli disagi e gravi malattie.

Nelle femmine, sono frequenti gravidanze isteriche con forti sbalzi ormonali e conseguenti mastiti provocate dal rigonfiamento delle mammelle, più i numerosi effetti collaterali per l’assunzione di farmaci per fargli ritirare il latte che comunque si forma ad ogni presunta gravidanza.
Andando avanti con gli anni aumenta la probabilità di tumori alle mammelle, alle ovaie e all’utero.

I maschi predisposti ad accoppiarsi in qualunque giorno dell’anno, durante il periodo del calore femminile, sono sottoposti a forti sbalzi ormonali e spesso scappano mettendo in pericolo la loro vita e provocando incidenti.
Anche per loro con gli anni aumenta il rischio di tumori alla prostata e agli organi riproduttivi.

Nei gatti con la possibilità di accedere a spazi esterni, la sterilizzazione, non solo impedirà accoppiamenti che produrranno un notevole incremento di randagi, ma li proteggerà da infezioni e malattie virali come la FIV (compromissione del sistema immunitario, esattamente come l’AIDS nell’uomo) e la FeLV (detta anche leucemia felina).
Queste malattie spesso si trasmettono con la lotta per l’accoppiamento con altri gatti già malati.

Sterilizzando un animale, maschio o femmina, entro il primo calore si riduce di più del 90% la possibilità che contragga un tumore legato agli apparati riproduttivi. Più si va avanti con gli anni più questa percentuale si abbassa.

Le vecchie convinzioni che affermano sia meglio far fare una cucciolata alla femmina prima di farla sterilizzare, che cambi umore o si ingrassi, sono legate a superate credenze popolari, non suffragate da nessun medico veterinario aggiornato.

Noi siamo responsabili dei nostri fedeli amici,

noi dobbiamo riflettere su quale sia veramente il loro bene,

per rispetto nei loro confronti.

Perchè sterilizzare

Molte persone amano la compagnia di cani e gatti, animali che furono addomesticati tra i 5.000 e 10.000 anni fa. Col passare del tempo, l’uomo ha manipolato la riproduzione degli animali per produrre certe caratteristiche fisiche, col risultato di ottenere le diverse razze di cani e gatti che oggi conosciamo.

Ma l’addomesticamento ha portato questo animali fuori dal loro ecosistema, e la loro riproduzione non e’ piu’ regolata in modo naturale dall’ambiente circostante o dai predatori. Cio’ ha portato ad una crisi di sovrappopolazione che necessita ora di una vasta campagna di sterilizzazione.

Troppe nascite

Ogni giorno nascono moltissimi cuccioli di cani e gatti. Alcuni sono fatti nascere intenzionalmente da allevatori che poi li venderanno. Altri vengono fatti nascere perche’ il proprietario vuole che il suo cane o gatto abbia l’esperienza di avere una cucciolata, o per far vedere ai bambini il “miracolo della nascita”. Altri nascono invece perche’ animali fertili vengono lasciati andare in giro liberamente.

Qualsiasi ne sia la ragione, il numero di cani e gatti e’ molto maggiore rispetto alle famiglie disposte ad ospitarli. Gli animali non voluti sono considerati come un fastidio, una seccatura; sono comuni “soluzioni” come l’abbandono dei cani e l’annegamento dei cuccioli di gatto. Molta gente abbandona gli animali in campagna, pensando che qualcuno li raccogliera’, oppure che possano sopravvivere procacciandosi il cibo da soli.

Ma il tragico risultato e’ invece un trattamento crudele, morte per fame, malattia, freddo, incidente stradale; oppure possono essere rapiti per venire usati come cavie nei laboratori per crudeli esperimenti. Oltre a questo, gli animali liberi continueranno a riprodursi, aumentando il fenomeno del randagismo.

Quando si decide di far avere una cucciolata al proprio animale, bisognerebbe pensarci sopra un bel po’: anche se si riesce a dare una casa a tutti cuccioli, si continua comunque ad alimentare il circolo della sovrappopolazione. E questi cuccioli dati in giro non fanno altro che rubare il posto che potrebbero occupare invece degli animali gia’ nati, abbandonati nei vari rifugi.

Questi animali non voluti, se non trovano una casa che li accolga entro breve tempo, verranno probabilmente uccisi, oppurre passeranno la loro vita in rifugi gestiti da organizzazioni protezionistiche, dove pero’ non possono certo fare una vita paragonabile a quella che potrebbe offrir loro un padrone amoroso.

Prevenzione

La sterilizzazione di cani e gatti e’ l’unico modo per arginare la sovrappopolazione. Non fa diventare gli animali grassi e pigri, non danneggia la loro salute, ne’ cambia la loro personalita’, come molti erroneamente pensano.

La sterilizzazione delle femmine non solo riduce lo stress e il malessere a cui esse sono sottoposte durante il periodo di calore, ma elimina anche il rischio di cancro uterino e riduce di molto il rischio di cancro alle mammelle.

La sterilizzazione dei maschi li rende meno litigiosi, e non correranno piu’ il rischio di ferirsi nei combattimenti con altri gatti. Aiuta inoltre a prevenire il cancro ai testicoli.

Le femmine di cane e gatto andrebbero sterilizzate non appena compiuto il sesto mese.

I maschi andrebbero sterilizzati tra i sei e i nove mesi di eta’, ma in entrambi i casi l’operazione di sterilizzazione puo’ essere fatta anche durante l’eta’ adulta.

Dopo l’operazione sono richiesti solo un giorno o due di riposo perche’ l’animale riprenda in pieno le forze.

Se vogliamo vedere la questione da un punto di vista utilitaristico, il costo dell’operazione si paga una volta per tutte, ed e’ certo inferiore al mantenimento delle cucciolate che altrimenti nascerebbero; anche da un punto di vista piu’ esteso, il costo che la comunita’ deve accollarsi per dare rifugio (o anche, purtroppo, sopprimere) agli animali randagi e’ certo superiore a quello richiesto per l’operazione di sterilizzazione.

Invitiamo dunque tutti i cittadini responsabili a far sterilizzare i propri animali, per farli vivere meglio, aiutare gli animali abbandonati che gia’ esistono, ed evitare sofferenze future ad altri cuccioli.

Grazie.

FONTE: www.arpnet.it/enpa

Sterilizzazione? Un atto d’amore

“CHI AMA GLI ANIMALI NON FA NASCERE DEI RANDAGI”:


questo lo slogan della nuova campagna d’informazione della LAV per la prevenzione del randagismo attraverso il ricorso alla sterilizzazione di cani e gatti, anche di proprietà, al fine di evitare che nuove cucciolate vadano ad affollare la popolazione di animali vaganti o reclusi in canili e gattili.

La campagna informativa della LAV ha ricevuto il patrocinio dell’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI) e della Federazione Nazionale Ordini Medici Veterinari Italiani (FNOVI), ed è stata presentata questa mattina presso uno Studio veterinario di Roma, con la partecipazione del Presidente ANMVI Lazio: il medico veterinario dott. Marzio Gargiulo, del presidente della LAV Gianluca Felicetti e dell’attrice Daniela Poggi, insieme a numerosi amici a quattro zampe.

Sterilizzare il proprio amico a quattro zampe può evitare 70.000 nuovi randagi: questo è il numero di discendenti che un gatto o un cane può generare in soli sei anni.

Considerando che le famiglie italiane ospitano in casa circa 6-7 milioni di cani e almeno altrettanti gatti, la portata della potenziale espansione della popolazione a quattro zampe, in assenza di interventi di sterilizzazione, è facilmente immaginabile.

Ogni anno in Italia vengono abbandonati circa 135.000 animali tra cani e gatti e circa l’80% muore in incidenti, per malattia o di stenti. Circa 600 mila cani vivono rinchiusi nelle gabbie dei canili o da randagi insieme a 2,6 milioni di gatti (fonte: Ministero della Salute) che rischiano di morire di fame, di sete o per incidenti. Pochissimi troveranno una famiglia adottiva.

“Alle istituzioni nazionali e locali ma anche ai singoli cittadini chiediamo di fare prevenzione – dichiara Elisa D’Alessio, responsabile del settore cani e gatti della LAV – attraverso alcuni comportamenti responsabili: la sterilizzazione di cani e gatti, evitare di acquistare animali e preferire invece l’adozione di un animale abbandonato o che vive in un canile, anche se adulto o bisognoso di cure, e denunciare chi abbandona un animale, reato punito con l’arresto fino a un anno o l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro”.

Alcune persone nutrono ancora delle perplessità nei confronti della sterilizzazione, ma l’esperienza dimostra come cani e gatti sterilizzati godano di ottima salute psico-fisica e di un’eccellente aspettativa di vita. La sterilizzazione, a dispetto di alcuni pregiudizi, non danneggia la salute degli animali e, se la dieta è corretta non li fa ingrassare. L’intervento inoltre rende meno probabili fughe e allontanamenti da casa e i conseguenti possibili investimenti, maltrattamenti o avvelenamenti.

La sterilizzazione nelle femmine riduce di molto il rischio di tumori mammari, elimina quello del cancro uterino e previene gravi patologie a danno degli apparati riproduttori. Non è necessario che abbiano avuto almeno un parto, al contrario la precocità dell’intervento è molto importante ai fini della prevenzione di numerose malattie.

Anche per i maschi la sterilizzazione è auspicabile: aiuta a prevenire il cancro alla prostata e impedisce le fughe amorose.

Se viviamo con gatti che hanno la possibilità di accedere a spazi esterni, la sterilizzazione, oltre a impedire accoppiamenti destinati a incrementare la fitta schiera dei randagi, li proteggerà da infezioni e malattie virali quali la FIV (immunodeficienza, paragonabile all’AIDS umano) e la FeLV (leucemia felina) malattie che si trasmettono attraverso la lotta o l’accoppiamento con gatti affetti da tali patologie.

Intervento ormai sicuro e affatto invasivo, la sterilizzazione aumenta dunque considerevolmente l’aspettativa di vita di cani e gatti e conferisce loro maggiore equilibrio: basti pensare alle sofferenze legate al periodo dell’accoppiamento, momento durante il quale gli animali sono irrequieti.

FONTE: www.infolav.org

Perchè consigliamo la sterilizzazione

Ringrazio pubblicamente la clinica “Veterinaria Giustiniana“. Nel blog saranno inserite varie informative create dalle dottoresse che vi lavorano, il seguente articolo è il frutto della loro esperienza come medici veterinari, in sintonia con il mio percorso negli anni interagendo con il mondo animale.

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Nel nostro ambulatorio consigliamo la sterilizzazione precoce delle femmine, sia cagne che gatte e per sterilizzazione precoce intendiamo, soprattutto nel cane, l’intervento prima del primo calore, in età, così detta, prepubere (orientativamente tra i 4 e i 7 mesi).
Con questo articolo proveremo a spiegare tutti i vantaggi di questo intervento e proveremo a dirimere gli eventuali dubbi che possono insorgere nei proprietari.

Sterilizzare un cane che non è candidato alla riproduzione è un atto di responsabilità da parte del proprietario, anche al proprietario più attento infatti può capitare che il suo cane scappi e si accoppi durante il calore con una conseguente gravidanza indesiderata; a quel punto esistono due possibilità: o una sterilizzazione in extremis, che oltre alle ovaie e all’utero dell’animale rimuova anche gli eventuali embrioni, oppure il parto, con il conseguente grosso problema di trovare una casa a tutti i cuccioli (e se non è sempre semplice nei cani di razza figuriamoci quanto lo può essere per i meticci!!!).

Canili pubblici e associazioni private sono spesso saturi, per non dire al collasso, e la sopravvivenza di una cucciolata “non prevista” diventa molto complicata.

Sterilizzare il proprio cane può prevenire efficacemente il problema, ma sterilizzare un cane prima del primo calore ha anche altri vantaggi.

Intanto ha un valore preventivo per le infezioni dell’utero, tra cui la “piometra”, cioè la raccolta di pus all’interno della cavità uterina. Si è visto infatti che le femmine che vanno incontro a calori ripetuti sono predisposte a cambiamenti della mucosa uterina (cioè della parete interna dell’utero) che a lungo andare possono facilitare l’insorgenza della piometra, le stesse stimolazioni ormonali rendono poi l’animale più suscettibile a tale – potenzialmente grave – infezione.

Inoltre, studi relativamente recenti, hanno rilevato che la sterilizzazione precoce riduce sensibilmente il rischio di sviluppare tumori mammari; infatti si è visto che sterilizzare una cagna prima del primo calore, tra il primo e il secondo calore o dopo il secondo calore riduce drasticamente il rischio di sviluppare tumori mammari rispettivamente allo 0.05%, 8% e 26%.

Questi i vantaggi, di una chirurgia precoce, valutiamo ora quali possono essere i potenziali motivi per cui un proprietario preferisce non sottoporre il suo cane a questo intervento.

Molti proprietari hanno paura dell’intervento chirurgico in sé. Questa paura è comprensibile, ma oggettivamente sottoporre ad una chirurgia preventiva ( e non curativa, quindi in assenza di una malattia sottostante) un animale giovane ed in buona salute comporta davvero pochi rischi. Nel nostro ambulatorio sottoponiamo il cane, dopo un’accurata visita e ad eventuali esami del sangue pre-operatori, ad una premedicazione intramuscolare o endovenosa, quindi “induciamo” l’anestesia con un farmaco endovenoso (mediante un cannula endovenosa del tutto analoga a quelle che si usano in medicina umana, che viene lasciata in sede per fare fluidi in vena durante tutto l’intervento e che può servire a somministrare rapidamente farmaci in caso di necessità), quindi intubiamo il paziente e lo sottoponiamo ad anestesia gassosa (che ha il vantaggio di essere di solito ben tollerata e sicura, nel senso che in caso di problemi consente di chiudere il rubinetto dell’anestetico e di modulare o interrompere così l’anestesia ). Durante tutto l’intervento il paziente è tenuto sotto stretto controllo per quanto riguarda pressione, respirazione, ossigenazione ed elettrocardiogramma anche mediante l’ausilio di un monitor.
Dovrebbe risultare quindi evidente che i rischi legati all’intervento chirurgico in sé sono davvero minimi e invito pertanto qualunque proprietario che abbia dubbi o preoccupazioni circa la chirurgia del suo animale a parlarne con il suo veterinario curante, così da poter essere informato e rassicurato.

Molti proprietari hanno paura che il loro animale ingrassi dopo la sterilizzazione. Effettivamente alcuni animali (non tutti però), soprattutto gatti, dopo la sterilizzazione tendono ad aumentare di peso. Di solito però basta una riduzione delle calorie assunte con la dieta e un po’ di attività fisica per ovviare a tale problema. Va detto che obiettivamente se mettiamo sulla bilancia un aumento di peso non esagerato rispetto al rischio di una infezione uterina o di un tumore mammario il piatto è probabilmente sbilanciato dalla parte di questi ultimi.
Un altra obiezione che viene posta quando si suggerisce la sterilizzazione riguarda il cambiamento di carattere che questa può comportare, e molti proprietari sono convinti che il loro animale diverrà più pigro e sedentario. In realtà studi hanno dimostrato che la sterilizzazione precoce non solo non modifica il carattere in tal senso, ma tende a rendere gli animali più socievoli e meno aggressivi.
Un ultimo argomento riguarda il pericolo che la sterilizzazione precoce aumenti il rischio di incontinenza urinaria nella cagna. In realtà è vero che la sterilizzazione può incrementare (in percentuale variabile) il rischio di incontinenza (che può manifestarsi anche anni dopo l’intervento), ma non ci sono dimostrazioni che la sterilizzazione precoce rappresenti un rischio maggiore rispetto alla sterilizzazione in età adulta. Peraltro, in quei rari casi in cui questa complicazione intervenga, esistono alcuni farmaci che possono aiutare a controllare il problema. Per concludere vorremmo anche parlare del controllo del calore mediante l’utilizzo di farmaci e delle varie opzioni di sterilizzazione che possono essere proposte. L’utilizzo di farmaci steroidei naturali o sintetici, tipo progesterone, testosterone, megestrolo, etc…, viene spesso preferito dai proprietari alla sterilizzazione chirurgica, primo perchè ha un impatto “emotivo”più soft, secondo perchè da al proprietario la possibilità di “tornare indietro”.
In realtà questi farmaci sono comunque ormoni e quindi il loro utilizzo non è scevro dalla comparsa di effetti collaterali indesiderati. Tra le possibili complicazioni ricordiamo il diabete, alterazioni dell’ormone della crescita, piometra e tumori mammari. Sebbene alcuni studi abbiano provato a dimostrare che questi effetti collaterali si hanno solo con l’utilizzo di alti dosaggi di questi farmaci, l’assenza di dati sicuri e la gravità delle potenziali complicazioni ci inducono a sconsigliarne, nel nostro ambulatorio, l’utilizzo per un controllo a lungo termine del calore della cagna e a preferirgli la risoluzione chirurgica.

In ultima battuta reputiamo di dover sottolineare che per noi l’intervento di sterilizzazione della cagna o della gatta comporta la rimozione delle ovaie e dell’utero (ovarioisterectomia OHE). La sola rimozione delle ovaie, benchè possa impedire all’animale di tornare ciclicamente in calore, non riduce sufficientemente i rischi di infezioni o tumori dell’utero. Viceversa, togliere solo l’utero non impedisce le cicliche modificazioni ormonali che comportano cambiamenti nel comportamento dell’animale e l’eventuale richiamo dei maschi ed inoltre lascia invariato il rischio di tumori alle stesse ovaie.

Quindi, sperando di aver dipanato la matassa di dubbi di cui possono essere preda i proprietari e di essere state chiare nell’elencare i potenziali vantaggi di questa metodica, continuiamo a suggerire a tutti i proprietari di cagne e micette di sottoporle a sterilizzazione precoce.