ORSI DELLA LUNA, VITTIME INNOCENTI

Posted by By at 24 giugno, at 15 : 25 PM Print

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Catturati con trappole che spesso causano terribili mutilazioni, immobilizzati in gabbie grandi quanto il loro corpo che deformano le ossa ed atrofizzano gli arti, con un catetere arrugginito infilato nella cistifellea per estrarne due volte al giorno la bile che servirà a realizzare medicinali, unguenti, bibite e shampoo. Non possono letteralmente alzarsi, muoversi, girarsi.

Resteranno in queste condizioni anche per 20, 30 anni, ovvero tutta la durata della loro vita, fino alla morte, causata dalle infezioni, dalla sofferenza psichica, dalle malformazioni ossee dalla denutrizione. È la triste sorte degli orsi neri asiatici, meglio conosciuti come Orsi della luna, perché ornati da una stupenda mezza luna bianca in prossimità del petto sulla scura pelliccia, incarcerati nelle infernali fattorie cinesi, vietnamiti e coreani, torturati ogni giorno a centinaia per l’estrazione della loro preziosa bile, elemento tradizionale della medicina tradizionale asiatica, che la prescrive a scopi curativi da 3.000 anni.

bile

La bile d’orso contiene infatti un principio attivo noto come acido ursodeossicolico (UDCA), alla cui ingestione si attribuiscono riduzione della febbre e delle infiammazioni, effetto protettivo sul il fegato, miglioramenti della la vista ed eliminazione dei calcoli biliari. Ma quando negli anni 70, gli orsi detti “della luna” diventano specie protetta perché in via d’estinzione, proibendone la caccia nelle grandi foreste del continente asiatico, si escogita la realizzazione di “fattorie” in cui “mungerli”, evitandone lo sterminio e ottenendone pure una produzione infinitamente superiore di bile. È così che ha inizio il tremendo calvario degli orsi della luna.

Per fortuna, sembra che la sensibilità generale de cittadini asiatici stia cambiando e continuano a  moltiplicarsi le proteste e le iniziative di coloro che si oppongono all’orribile scandalo delle “fattorie degli orsi da bile”. Il merito della diffusione su vasta scala del concetto di protezione di questi animali va certamente anche a Jill Robinson, una battagliera e coraggiosa signora inglese che sta dedicando la sua vita agli Orsi della Luna, con l’organizzazione Animals Asia Foundation. Tutto ebbe inizio nel 1983 quando entrò in una fattoria della bile in Cina, una vera e propria “camera di tortura, un inferno per gli animali”, racconta Jill in una registrazione audio realizzata in diretta. Dopo ben poco tempo Jill scoprì che la bile poteva essere facilmente rimpiazzata con erbe meno care e prodotti sintetici e cominciò senza sosta il suo lavoro in Cina, instaurando relazioni e negoziando con i dipartimenti del Governo, in modo molto risoluto, allo scopo di porre fine a questa pratica crudele.

A partire dall’ottobre del 2000, più di 400 fattorie della bile sono state chiuse dal Governo e oltre 245 orsi hanno già ricevuto le cure di Animals Asia, al nostro Centro per il salvataggio dell’orso cinese “Moon Bear Rescue Centre” a Sichuan. Da allora, gli orsi continuano ad arrivare nelle più disperate e scioccanti condizioni, con ossa fragili, disperatamente ammalati e spaventati. La loro riabilitazione richiede diversi mesi e purtroppo non possono più essere liberati nella natura selvatica: sono indifesi, mutilati, cresciuti in senza le necessarie difese per sopravvivere in natura. Ma con tante cure amorevoli e la continua supervisione veterinaria, la grande maggioranza di loro si riprende. Un grande miracolo a cui può contribuire ognuno di noi non solo aiutando a far conoscere le vergognose torture a cui vengono sottoposti, firmando petizioni e non acquistando prodotti a base di bile d’orso, come tè, tonici farmaci o altri preparati . Ma anche adottando un orso e salvandogli la vita, con poco più di 1 € al giorno: con 35 € al mese è possibile adottare uno degli orsi liberati da Animals Asia Foundation all’interno dei santuari di Chengdu (Cina) e Tam Dao (Vietnam). “La tua adozione –spiega AAF- ci permetterà di regalare al tuo orso cibo, acqua potabile, cure riabilitative fisioterapiche adeguate e assistenza veterinaria per il resto della sua vita”.

Clicca qui per saperne di più e aiutare la fondazione Animals Asia 

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