La Rubrica di Marco

“E’ molto più facile insegnare ad un cane cosa fare piuttosto che cosa non fare”

Dietro quest’affermazione della bravissima comportamentista Pat Miller, vorrei basare gli argomenti che andaremo a trattare d’ora in avanti.

Il cane è un animale sociale e questa sua caratteristica si estende ai rapporti interspecifici, ossia tra specie diverse. La storia ed il web sono pieni di episodi che ritraggono cani che interagiscono con gatti, conigli, galline, orsi, delfini e… uomini!
Quando nasce l’interazione tra cane e uomo?  Nel corso dei millenni l’uomo ha cercato di adattare il cane alle proprie esigenze e l’opportunismo innato di questa specie gli ha facilitato il compito: oggi esistono circa 400 razze di cane, senza contare l’enorme numero di meticci. Gran parte di queste sono state ‘create’ dall’uomo per assisterlo ed aiutarlo nella ricerca di persone disperse sotto la neve o nelle macerie, nel salvataggio in acqua o come cani guida, o semplicemente per rimanergli accanto come fedeli amici per tutta la loro (breve) vita.

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Credo che si possano distinguere le persone in… categorie

- Ci sono quelli che prendono un cane per metterlo in giardino a fare la guardia facendolo vivere lì fuori per tutto l’arco dell’anno… tanto c’è la cuccia!
- Quelli che, al contrario, lo rinchiudono in casa lasciandolo solo tutto il giorno perchè lavorano e non hanno tempo da dedicargli se non le due passeggiate al giorno di mezz’ora l’una per fargli espletare i suoi bisogni fisiologici.
- Quelli che ci tengono talmente tanto al proprio fedele amico, da fargli indossare il cappottino al primo freddo autunnale, comprargli le migliori marche di crocchette (e conservanti! ) e tenerlo spesso e volentieri in braccio altrimenti si sporca.
- Quelli che considerano il proprio Amico a quattro zampe, come un figlio da educare (badate bene, ho scritto “educare” e non “addestrare”) secondo i migliori criteri del buon padre di famiglia, attraverso un processo che gli psicologici chiamano PARENTING. Esercitare un buon Parenting significa applicare le giuste dosi di educazione, cure fisiche ed emotive, sociali e di sviluppo cognitivo del cane, affinchè conduca una vita sana e felice accanto a noi. Avrete capito che questa è la categoria che preferisco.

Poco fa ho usato il termine “educare” in antitesi al termine “addestrare”.

Scopriamo le differenze: “educare” deriva dal latino (ex-ducere) e significa letteralmente “tirare fuori”. Si ma cosa? Nel caso del rapporto con il nostro Amico a quattro zampe, il suo PIENO POTENZIALE. Vedremo in seguito come.
Addestrare” significa “rendere destro, abile”. Nel nostro caso rendiamo abile il cane a fare qualcosa dietro un nostro comando.

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Vi faccio una domanda: preferireste essere addestrati o educati?

Ora girate la risposta al vostro cane!

Negli anni i metodi di educazione e di addestramento si sono evoluti, sulla base di studi e scoperti fatti da famosi etologi, psicologi e comportamentisti. Oggi i sistemi applicati dalle migliori scuole di educazione cinofila, si basano sul sistema cognitivo-relazionale e zooantropologico: in altre parole il cane è un individuo pensante, intelligente, sociale e capace di provare sentimenti (anche profondi, n.d.r.).

Quante volte abbiamo sentito dire o affermato che “a quel cane manca la parola”? Bhe, la notizia è che non gli manca la parola, parla soltanto un’altra…lingua. Una lingua fatta di posture, movimenti, gesti, suoni e… intenzioni. Più saremo bravi ad imparare la loro lingua e saperla interpretare, più sarà facile stabilire un rapporto basato sul rispetto reciproco ed una profonda empatia con in nostro cane.

Approfondiremo ognuno di questi argomenti nel corso del nostro cammino insieme.

Marco Tonacci

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